Lettera aperta del M.A.T. sulla questione della "immigrazione extracomunitaria"

 

E' ormai un decennio che il MAT lancia l'allarme "invasione extracomunitaria" evento che, come cercheremo di spiegare, in estrema sintesi, non puo venire confuso con nessuna regolare immigrazione, tantomeno con quella degli Italiani.

Della tremenda questione il MAT ne venne a conoscienza in occasione del Festival Nazionale de "l'Unità" del 1988 che si svolse in Campi Bisenzio. In quella occasione, alcuni esponenti comunisti, affermavano che andava favorito - con tutti i mezzi - l'arrivo degli extracomunitari che sarebbero serviti per "creare le condizioni per il rilancio dello scontro di classe" da utilizzarsi per rilanciare il comunismo, già entrato in grave crisi in tutto l'Oriente. Da allora il PCI, pur cambiando nome,in perfetta sincronia con i Verdi-Rossi, con Cossutta, con Bertinotti e le organizzazioni collaterali CGIL, ARCI, ecc... ha perseguito l'obbiettivo dell'invasione extracomunitaria con il chiarissimo intendo di gestire politicamente il male e la conflittualità che ne deriva. Fatta questa premessa, si può affrontare il discorso della oggettiva diversità fra immigrazione e invasione extracomunitaria. L'immigrato regolare - a cominciare dall'emigrato italiano in America - si reca all'estero su richiesta del paese ospitante, con contratto di lavoro e alloggio assicurato. Cosa hanno a che fare con loro i clandestini extracomunitari? Perchè detti clandestini debbono per forza essere accolti e "sanati" con il permesso di soggiorno dato a chiunque produca delle carte false? Si afferma che gli extracomunitari svolgono attività lavorative che gli italiani non vogliono piu' fare... Quali sono queste attività? Con questa "invenzione" non si assume forse gente a nero, cioè senza assicurazione, con l'intento di abbassare il costo del lavoro? Si aveva bisogno, ad esempio, che i nostri ambulanti, i nostri piccoli artigiani e commercianti venissero sopraffatti dai clandestini opportunamente "sanati"? Abbiamo veramente bisogno dei mercatini multietnici? Vi era il bisogno di veder installare i posti di blocco dai lavavetri extracomunitari ad ogni semaforo di una qualche importanza? Avevamo bisogno di aggiungere alla nostra mafia la mafia cinese? Avevamo bisogno di strade formicolanti di prostitute e viados? A fronte dei vantaggi di alcuni imprenditori senza scrupoli, si è considerato il costo in termini di assistenza che l'invasione comporta? E cosa dire dell'incremento abnorme della criminalità? Chi paga l'ospitalità nelle carceri, che per alcuni extracomunitari appaiono dei Grand Hotel? Ma soprattutto chi pensa ai costi che ricadono sui nostri ultimi, sui nostri poveri, sui nostri ammalati e sui nostri senza casa? Chi è il nostro prossimo che dobbiamo aiutare? A questa serie di domande, caro lettore, deve rispondere, la tua intelligenza e la tua coscienza.

A noi spetta in breve far piazza pulita, una volta per tutte, di alcune laide ipocrisie. Gli ipocriti, in perfetta malafede, affermano, con fare ricattatorio, che le nostre tesi sono "razziste", ma costoro si dimenticano che noi affermiamo il diritto alla difesa dei nostri ultimi e della nostra gente in forza degli stessi argomenti con i quali il "compagno" Arafat difende i diritti del popolo palestinese. Per brevità abbiamo citato un solo caso, ma l'elenco sarebbe infinito... Gli ipocriti, in perfetta malafede, affermano che gli extracomunitari pagano le nostre pensioni, ma a seguito di una ricerca condotta con criteri scientifici, Raffaele Costa ha dimostrato che secondo la stessa CGIL - il sindacato storico del PCI - su 860.000 extracomunitari solo 135.000 verserebbero i contributi. La conclusione è che "se per caso versano qualcosa, quando decidono di tornare in patria, hanno diritto a riprendersi tutto con rivalutazione del 5%" e si evidenzia che "lo stesso diritto non è riconosciuto agli italiani". Infatti "se una casalinga di Vigevano e di Canicattì smette di lavorare senza aver raggiunto il minimo dei versamenti per ottenere la pensione, dice addio per sempre ai suoi contributi". Gli ipocriti, in perfetta malafede, non ricordano le vittime della criminalità extracomunitaria e i suoi relativi costi. Nelle carceri sono presenti, in percentuale talvolta del 70%, i pochi extracomunitari che vengono arrestati dopo delitti che nei loro paesi, talvolta, prevedono la pena di morte. Il costo per il loro mantenimento è di circa lire 500.000 al giorno! quindi con 2 giorni di mantenimento un delinquente extracomunitario costa 300.000 lire in più di un pensionato sociale che forse un'extracomunitario scipperà... detto questo qual'è la soluzione del problema? Fuori dall'Italia chi delinque e chi non ha un lavoro serio. In queste poche parole c'è tutto il buon senso per la risoluzione della questione. Ma gli ipocriti, in perfetta malafede, replicano che noi siamo ricchi...Ma come? Fino a pochi anni or sono esisteva un partito, sostenuto con l'oro di Mosca, che si chiamava Partito Socialista di Unità Proletaria ed ora i nostri proletari, in nome dei quali i comunisti hanno gestito il potere in gran parte dell'italia del centro-nord, dove sono finiti? Non ci sono più? Non ci sono mai stati? Noi sappiamo che ci sono e sappiamo dove sono, la loro difesa è uno dei sacrosanti scopi del M.A.T., il Movimento che stà dalla parte degli "indiani" di Toscana.