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LA
PROVA DEL NOVE CHE LA C.G.I.L.
E’ SEMPRE CONTRO I NOSTRI
ULTIMI: DISOCCUPATI, PRECARI, EMARGINATI, AMMALATI, ANZIANI E SENZA
CASA.
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Per dimostrare la verità dei fatti occorre ripetere, per l’ennesima volta, la sconosciuta – non certo per colpa nostra – cinica e criminale strategia comunista pro invasione extracomunitaria, che si è materializzata nella sintesi del dirigente politico, che la pronunciò in occasione del Festival Nazionale de L’Unità del 1988. Qualcosa comunque è filtrato, le masse pur stupidite dal consumismo e della relativa pubblicità, hanno intuito da dove e perché è arrivata l’invasione extracomunitaria, lo dimostrano in maniera eloquente il grande successo della falsa Lega autonomista, parliamo della Lega Nord e del quasi incredibile permanente successo di Forza Italia – PdL , diciamo così perché di fatto Alleanza Nazionale si è liquefatta - proprio grazie alle uscite irresponsabili del Fini sugli extracomunitari - malgrado la sua grande confusione interna e l’assalto, senza una linea politica precisa, a qualsiasi forma di potere…
Le parole del sindacalista furono, parola più, parola meno, le
seguenti: “ Compagni, non dobbiamo preoccuparci più di tanto
per la crisi dell’Est… Dal prossimo anno (1989
n.d.a.) faremo giungere in massa gli extracomunitari, ci serviranno
per rilanciare la lotta di classe , disarticolare l’Occidente e la
Chiesa Cattolica.” Malgrado i fatti, in perfetta malafede, si potrebbe anche sostenere che quella parole non sono mai state pronunciate, perché non appaiono scritte da nessuna parte prima della mia testimonianza. Bene, la cosa si è totalmente risolta, ora c’è la prova scritta della perfetta e “scientifica” coincidenza fra quanto fu detto dal sindacalista comunista della FILCAMS – CGIL (Federazione Italiana Lavoratori Commercio Alberghi Mensa e Servizi) e la consorella FILT – CGIL (Federazione Italiana Lavoratori Trasporti).
Frequentando la mensa del Dopo Lavoro Ferroviario – invenzione
del Duce tutt’ora funzionante – più come mensa dei poveri, che come
mensa dei lavoratori… specie di sera… mi sono imbattuto nelle “Quattro
pagine” , foglio emesso dalla FILT-CGIL in occasione
dello sciopero del 12 marzo 2010. Nella prima pagina, sotto il titolo:
“Il governo nega la crisi e promette che nessuno”verrà
lasciato indietro”, fra i quattro punti di una sorta di “proclama”,
si leggono, sull’ultimo dal titolo : “ Dare un futuro al paese
si può” le
seguenti frasi: “Richiedere politiche di accoglienza e lotta alle nuove
schiavitù. Regolarizzare i migranti che lavorano, sospendere la
BOSSI-FINI per i migranti in cerca di rioccupazione, abolire il reato di
clandestinità. Riconoscere la cittadinanza ai nati nel nostro paese,
estendere l’art.18 del testo Unico sull’immigrazione equiparando il
reato di caporalato a quello di tratta sugli esseri umani.”
E’ francamente
impressionante vedere come, al di là dell’ipocrisia del “politicamente
corretto” del “sindacalese” e del “politichese”, il comunicato della FILT-CGIL non sia altro che la prassi da
seguire per ottenere l’obbiettivo, che, senza fronzoli ed ipocrisie,
è stato proclamato dalla FILCAMS-CGIL
al Festival Nazionale de “l’Unità” del 1988.
Già il titolo è chiaramente fuorviante e falso , che vuol
dire “Dare un futuro
al paese si può “ ? Di
quale “paese” parlano ? Non certo dell’Italia che abbiamo
conosciuto… Bensì di un’Italia, funzionale al rilancio della
“lotta di classe” contro gli italiani…Di una Toscana in balia
delle orde extracomunitarie, in lotta fra loro per strappare più e
prima possibile i diritti che noi indigeni ci siamo conquistati con
secoli di sangue e con gli inenarrabili sacrifici delle passate
generazioni! Ma andiamo
ora ad esaminare, frase per frase, l’inaudito cinismo del comunicato
comunista: “ Richiedere politiche di accoglienza e lotta alle nuove
schiavitù” E chi le ha promosse queste “nuove schiavitù”
se non la stessa CGIL che ha promosso e organizzato l’invasione
extracomunitaria ? “Regolarizzare
i migranti che lavorano, sospendere la BOSSI-FINI per migranti in cerca
di rioccupazione, abolire il reato di clandestinità.”
Siamo alla follia ! Innanzi
tutto non sono simpatici “migranti” , ma – nella stragrande
maggioranza dei casi - persone entrate clandestinamente in casa d’altri e sanati
in forza di carte false prodotte dalle organizzazioni sindacali come la
CGIL. Poi se consentiamo
agli extracomunitari, che molto spesso hanno occupato posti di lavoro
degli indigeni - cioè di noi - di
non tornare a casa loro, come facciamo a far trovare lavoro ai nostri
precari ? Già,
dimenticavo, ai comunisti interessa , come diceva il Profeta di Barbiana
Don Lorenzo Milani : “…
l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire, ad
una classe dirigente parassitaria e brutale, la gestione di ogni forma
di potere sulle spalle degli ultimi” …
Abolire poi il “reato di clandestinità” dopo che
è scomparso ogni controllo di frontiera, significa semplicemente dar
corpo al cinico obbiettivo di annientare
la nostra identità, incrementare la criminalità e la
disoccupazione, in perfetta linea agli obbiettivi del proclama comunista
del 1988. “Riconoscere
la cittadinanza ai nati nel nostro paese… “ E
per quale ragione ? Dove
è scritto, nella nostra “sacrosanta” costituzione,
che si debba distruggere la nostra secolare storia culturale e
religiosa, per poi
assicurare le poltrone a laidi sindacalisti comunisti e altrettanto
laidi amministratori pubblici ? Sul
“caporalato” siamo d’accordo, ma chi ha organizzato la
tratta dei “nuovi schiavi” se non la CGIL e il PCI ? Persino
uno fra loro, il veneto Paolino Barbiero, si è fatto un esame di coscienza e ha affermato : “
Che senso ha chiamare qui altri stranieri, quando ce ne sono già a
migliaia e a rischio clandestinità ? Perché gli stagionali avranno sì
un permesso di soggiorno temporaneo, ma sappiamo bene che la maggior
parte di loro, una volta arrivata qui, poi resta in clandestinità,
cercando di ricollocarsi. Solo che di posti di lavoro non ce ne sono.”[1]
Immediata è stata la replica del quotidiano comunista
“Liberazione” che ha definito le responsabili
definizioni di un suo sindacalista “bestemmia
sindacale”. Sì,
una “bestemmia” c’è, è quella di essere un popolo di imbecilli
che non si è ancora liberato da “Liberazione” e dai suoi
manutengoli !
Alessandro Mazzerelli Firenze,
5 maggio 2010 Combattere
l’imperialismo e il comunismo. Sovranità ai popoli !
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