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SCANDICCI: E’ POSSIBILE CHE I ”COMPAGNI” BECCHINI, VENDESSERO ANCHE I CADAVERI ? IO NON CI VOGLIO CREDERE. MA PERO’…. |
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La vecchiaia è brutta cosa, porta con se
decadenza fisica e malattie , ma nel campare compaiono anche le
verifiche. Si scopre che molto di quello che si è detto di verità,
dapprima, spesso ridicolizzata e perseguitata, viene clamorosamente alla
luce. E’ il caso dei misfatti che sono avvenuti nei cimiteri di
Scandicci, non “stupefacente” periferia di Firenze.
Si parla di venti anni or sono, a quel tempo, lavoravo in quel
comune, da sempre amministrato dalla sinistra, ove, grazie ad uno degli
ennesimi spostamenti, non sapendo più dove mettermi, perché ovunque
vedevo cose storte, e ovunque, non volendo essere un “infame”,1
le denunciavo….finii dall’ufficio legale a quello della polizia
mortuaria… Nominato responsabile dell’Ufficio, fui dotato anche di
un timbro, c’era scritto: “Ufficio
Polizia Mortuaria - Il
Funzionario dr. Alessandro Mazzerelli” ed è con questo timbro che
sottoscrissi cose incredibili… Sentivo
dire che gli ossarini erano vuoti, in quanto le ossa, così si
sperava… le avevano messe nell’ossario comune; che la cassetta di
zinco, costata settantamila
lire, che con il lavoro e la mancia andavano a cento, non veniva messa
da nessuna parte… Infatti, si dava il caso che la cassetta era sempre
la stessa, sì era sempre quella che
girava tra le mani di chi con una la reggeva
e con l’altra si infilava, chissà quante volte, le
centomilalire in tasca… Tanto chi lo controllava…
Poi, un giorno, un anziano, sui settantacinque – ottanta anni,
mi aspetta nel il sottopassaggio del palazzo comunale, nei pressi
dell’archivio comunale, mi abborda dicendomi: “Scusi, sono due
ore che l’aspetto, è lei il responsabile della polizia mortuaria ? Sì
sono io – Lo sa cosa succede nel cimitero della Pieve ?2
- Ho sentito dire che negli
ossarini non ci sono le ossa…- Lei
è rimasto indietro, ma che controlla ? – Guardi, io non sono mica un
carabiniere… sto in ufficio – Sarebbe bene
che girasse più per i cimiteri che stare in ufficio ! – Ma io
sono pagato per stare in ufficio e nei cimiteri ci sono stato…Ho fatto
una relazione sullo stato vergognoso di tutti e undici
e non solo non mi hanno ringraziato… mi hanno detto che non era
il mio compito e che se
un’altra volta faccio una cosa simile
mi censurano…- Compito
suo o non compito suo, io non sono venuto in ufficio perché devo
paragli di una cosa che non si può dire in pubblico
– Ma lei sta urlando, la sentono tutti, tanto valeva che
venisse in ufficio. Comunque
mi dica – Non riciclano solo la cassetta di zinco, facendo vedere
sempre la stessa… ma vendono anche i morti!
- Che fanno? Vendono i morti ? Ma lei è pazzo!
Metta per iscritto quello che dice e non mi rompa i c… La
discussione finì qui, vidi soltanto che l’anziano se ne andò
scuotendo disperatamente la testa. Di quel che aveva detto avevo un
testimone, mentre lavorava nell’archivio aveva sentito tutto, si
chiamava Romano Fallani, mi
disse: “Ma che ti ha detto quel matto ?
Lo conosco bene, è sempre stata una persona seria, forse ha
l’arteriosclerosi … Io
rimasi sbalordito. Non sapevo che fare. Non potevo certamente aprire le
fosse… Ma qualcosa lo potevo fare, ero a conoscenza di un potenziale
reato, ero il capo dell’ufficio a cui facevano riferimento i becchini
e i parenti degli scomparsi, avevo già scritto più lettere sulle
inadempienze del servizio, anche se nessuno mi aveva risposto, salvo
qualche pacca sulle spalle e un : “E’ dura con i becchini… “
Allora , competente o no , mi decisi ad agire e con un eroico
impiegato che si chiama Gualberto Nardi, ci recammo alla Pieve e senza
alcuna titubanza ci si mise ad aprire gli ossarini, e venne fuori la
verità. In uno si trovava un cencio , in uno un sasso, ma di ossa e di
cassette di zinco nemmeno l’ombra ! I poveri parenti pensavano che
fosse tutto al suo posto, c’era il marmo con la scritta, il lumino
acceso, il portafiori… Che
fare, mi venne in mente subito il mio Amico Don Milani, che, in
conclusione, mi disse: “Se ti capita un fatto che in coscienza
non ti sembra né giusto, né vero, non devi mai volgerti dall’altra
parte”. Gli avevo promesso fedeltà ed ora ero davanti ad un
caso per il quale dovevo agire, costasse quel che
costasse… Scrissi al Sindaco Mila Pieralli una lettera
personale- riservata ed inviati alla procura della Repubblica , alla
stessa Pieralli e agli organi di stampa una circostanziata denuncia.
Ne venne fori un scontro politico che con quei reati non centrava
un fico secco. Quando ci sono dei disonesti – mi dicevo -
sono dei disonesti. Rubano ai morti, che siano iscritti al
Partito o no, la cosa deve essere del tutto ininfluente… Invece tutto
finì, come si dice, a tarallucci e vino… Mi meravigliò molto che la
Procura non si muovesse … mi meravigliò molto che i parenti
non imponessero la verità… erano anche loro tutti iscritti al
Partito ? Poi fui “opportunamente” trasferito ad altro incarico.
Venti anni dopo è scomparsa, proprio da quel cimitero, la salma di una
donna. Immediatamente, mi
è tornato un mente l’anziano che oggi sarà sicuramente passato a
miglior vita, ma chissà se
il suo cadavere, finito lì, sarà stato conservato… Ho subito chiesto
agli amici ex colleghi - senza dirgli il perché -
dove potevo rintracciare Romano Fallani . E mi sono sentito dire
che lo trovavo al cimitero… Così,
per un’altra volta mi si sono poste davanti alla coscienza
le due parole di venti anni or sono : “ Che fare ? “ Ho cercato il corrispondente de “La Nazione “ e con
grande dolore ho riaperto una cartellina azzurra chiara, ormai sbiadita,
lì ci sono tutte le mie denunce e le mie lettere, sopra c’è scritto
: “In difesa dei diritti dei morti”. Fabrizio Morviducci 3
, giornalista de “La
Nazione”, sotto l’occhiello: “
Vicenda di Badia: Scomparsa la salma di una donna” titolo : “Quel cimitero, che caos” sottotitolo:
“Mazzerelli ricorda dubbi , scoperte e inchieste di 20 anni fa”. Scrive: “ I fatti sono del 1989. Le cronache
dell’epoca sono piene di articoli sulla vicenda. Mazzerelli, mandato
alla polizia mortuaria con un ordine di servizio, comincia a scoprire e
segnalare all’amministrazione tutta
una serie di situazioni che mettevano in evidenza delle falle
nella gestione dei cimiteri da parte dell’amministrazione
comunale di allora. Nel 1988 segnala la sepoltura di una donna nel
cimitero di sant’Antonio, senza che questa fosse stata notificata
all’ufficio di polizia mortuaria. Nello stesso anno redige
un rapporto sulle concessioni nei vari cimiteri e scopre posti
occupati con contratti mai consegnati, decine e decine di loculi”
vuoti” nei registri, che
al sopralluogo risultarono occupati senza che ce ne fosse traccia negli
atti d’ufficio. L’anno
dopo alla Pieve scoppia lo scandalo degli ossarini. In alcuni vengono
trovate le ossa senza la cassa, (le ossa di chi ? n.d.a.) altri
sono addirittura vuoti. Mazzerelli scrive al sindaco di allora Mila
Pieralli ricordandole di aver ricevuto lamentele continue su quel
cimitero, dove non si sapeva che fine facessero le ossa, tanto che per
annunciare la data delle esumazioni si decise di inviare raccomandata
con ricevuta di ritorno ai familiari.
Parte anche un esposto alla Procura…” Tutto
vero. A questo punto il mio
dovere è compiuto, Don Milani, da Lassù, spero che sia contento…
anche se sulla terra e nei cimiteri di Scandicci le cose sono rimaste
come erano… Firenze,
23 novembre 2009
Alessandro Mazzerelli 1
Il mio Amico Don Milani, Profeta in Barbiana,
su chi fossero gli infami aveva idee chiare. I
demo”cristiani” sono infami e i comunisti pure,
i socialisti lo stanno per diventare…” Ovviamente parlava di chi gestiva il potere e non
degli elettori e dei semplici iscritti… 2 Si tratta del Cimitero della Pieve a Settimo, nel Comune di Scandicci. 3 Cfr. “La Nazione” , 20 novembre 2009, pag.17, coll. 2-5, con riproduzione di un articolo del tempo.
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