IL TERZO MONDO E LA STRATEGIA COMUNISTA.
 
 

L’inaudito cinismo  comunista, comunque camuffato, legittima l’invasione extracomunitaria, che viene definita “immigrazione”, “ricchezza culturale”, “solidarietà internazionale” eccetera, eccetera… con la questione dello sfruttamento occidentale ai danni del Terzo Mondo, da cui provengono i “disperati”. Fortunatamente anche nella  Chiesa , che malgrado il grande Pontefice Benedetto XVI°  continua ad essere, almeno in buona parte,  in mano alla deriva cattocomunista, qualcuno comincia a parlare chiaro.  Padre Piero Gheddo , che è stato tra i fondatori dell’EMI, Editrice Missionaria Italiana ed è il fondatore di “Mani Tese”, rispondendo ad una intervista sulla FAO, pubblicata su “Libero” del 4 giugno 2008  dichiara: “ La Fao ha promosso molto belle e utili iniziative e costituisce una importante “vetrina” del problema della fame nel Terzo Mondo, altrimenti forse nessuno ne parlerebbe, tranne i missionari.” –  (Giornalista)“Vetrine” internazionali nelle quali torna a dominare la scena il terzomondismo…”   “ Eh già.  Il terzomondismo è un’ideologia di derivazione marxista dura a morire, anche se sconfitta mille volte dalla storia. Sostiene che la povertà del Terzo Mondo è colpa dell’Occidente e del colonialismo”.  – (Giornalista) Non è così ? -  “No, perché la povertà nel Terzo Mondo ha radici interne alle strutture sociali di questi Paesi ed è alimentata dalla grande corruzione delle classi dirigenti e politiche locali. TUTTE COSE CHE I TERZOMONDISTI SI GUARDANO BENE DAL DIRE.”  - (Giornalista)“ I “grandi” riuniti a Roma parlano di tanti fondi e di nuove leggi per il Terzo Mondo”.   -  “Si parla sempre solo di soldi e di nuove leggi . Soldi che poi, non arrivano a chi ne ha veramente bisogno, se non le briciole.” – (Giornalista) “Che si dovrebbe fare contro la fame nel mondo ?” -  “Non ci sono “ricette” speciali , né formule magiche per eliminare una volta per tutte il problema. Ma un modo per COMBATTERE A FONDO QUESTA PIAGA  E’ CERTO L’EDUCAZIONE DELLE POPOLAZIONI E LO SFORZO PER FAR SUPERARE LORO LE TANTE DIVISIONI, PER CASTE, PER TRIBU’, PER ETNIE E PER QUESTIONI RELIGIOSE.” Le affermazioni di Padre Gheddo , sono fondatissime e fanno eco a quel che ho avuto il privilegio di udire 42 anni or sono.

 Nel 1966,  il mio amico Don Lorenzo Milani , PROFETA in Barbiana , vide lontanissimo , a fronte del problema del neocolonialismo e dell’imperialismo affermò:

  “GLI IMPERIALISMI ? CI VORREBBERO VENTIMILA SANMARINI PER ELIMINARLI. IL MONDO CAMBIEREBBE RADICALMENTE IN MEGLIO, SAREBBERO PROTETTE LE CULTURE E LE IDENTITA’. SOSTANZIALMENTE SAREBBE PROTETTA ANCHE LA PACE,  PERCHE’ LE GUERRE DIVERREBBERO GUERRICCIOLE. “  ( cfr. “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” – Edizioni “Il Cerchio” – Rimini 2007, pag. 31-32)   Risolte le controversi etniche, provvedendo alla difesa in pari dignità delle identità che, se protette, sono davvero una ricchezza per tutta l’umanità, il problema economico lo si affronta con “ IL COMMERCIO E LA PRODUZIONE EQUA E SOLIDALE “, idea che non ha nulla a che vedere con le “Coop rosse” , ma con il Movimento Solidale, quindi con Barbiana !  Ma non basta, occorre combattere la CORRUZIONE ed ecco il Decalogo Solidale o di Barbiana. (cfr. “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via”. Op.cit. pagg. 27-28). L’insieme non è composto da formulette  o “ricette speciali”, ma da autentiche Profezie. Cioè avvenimenti che avranno luogo a Dio piacendo chissà quando… Nel frattempo  “ …SCORRERA’ MOLTO SANGUE – dice il Profeta - E SIA LA DEGENERAZIONE MORALE CHE QUELLA POLITICA  ARRIVERANNO A LIVELLI DI INCREDIBILE BASSEZZA” ( cfr. “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” op. cit. pag. 32-33) . Ecco allora che il comunismo, comunque camuffato, agisce attraverso l’invasione extracomunitaria, per quegli scopi e fini che il Profeta- fermo il suo affetto per i  militanti comunisti in buona fede – riesce a definire in poche parole con inaudita genialità  : “ IL COMUNISMO E’ LA MEDIAZIONE E L’ORGANIZZAZIONE POLITICA DI OGNI MALE, AL FINE DI CONSENTIRE AD UNA CLASSE DIRIGENTE PARASSITARIA E BRUTALE, LA GESTIONE DI OGNI FORMA DI POTERE SULLE SPALLE DEGLI ULTIMI”.

  Occorre partire da questa geniale sintesi milaniana sul comunismo, per capire immediatamente la strategia comunista pro invasione extracomunitaria, che si manifesta ufficialmente per la prima volta nel 1988 al Festival Nazionale de “L’Unità” di Campi Bisenzio (Firenze), durante il quale  Achille Occhetto  tenne il suo primo comizio da Segretario Nazionale del PCI. In quella occasione fu installato un gazebo della FILCAMS , il sindacato dei lavoratori degli alberghi , delle mense e dei servizi aderente alla CGIL, che forniva ai partecipanti i gusti della cucina multietnica.  Fu in quel gazebo, che un parlamentare e dirigente nazionale del PCI affermò che già NEL CORSO DEL 1989 SAREBBERO GIUNTI IN ITALIA – CLANDESTINAMENTE – CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EXTRACOMUNITARI  per creare le “CONDIZIONI PER NUOVI SCONTRI DI CLASSE E  PER RILANCIARE LA SPINTA RIVOLUZIONARIA”  con l’obbiettivo di “ DISARTICOLARE LA CHIESA E L’OCCIDENTE”.
   Due prime riflessioni, si noti che la FILCAMS è il sindacato comunista che si occuperà delle badanti, ma soprattutto si noti il  fatto che un dirigente comunista fosse in grado – un anno prima -  di stabilire l’arrivo dell’invasione.  DIMOSTRAZIONE QUEST’ULTIMA  CHE ERA IN CORSO DA ANNI UNA STRATEGIA INTERNAZIONALE DEI REGIMI COMUNISTI, CHA AVEVA L’OBBIETTIVO DI RAGGIUNGERE I FINI DECLAMATI DALL’ALTO DIRIGENTE COMUNISTA. Quindi l’invasione non nasce da contingenze climatiche, da particolari carestie, da epidemie o da scontri armati in Paesi terzomondiali , ma da una pensata strategia, a cui non sono certamente assenti i “servizi” dei Paesi dell’Est, con la sicura complicità del PCI.  E’ opportuno ricordare che né il Movimento Sociale Italiano, né tantoneno la Lega Nord lanciarono l’allarme INVASIONE promossa e organizzata dal PCI e dalle sue organizzazioni collaterali CGIL, ARCI, “nero e non solo” ecc. ma fu solo il neonato MOVIMENTO AUTONOMISTA TOSCANO (M.A.T.)  che gridò al “deserto”…