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Egregio Prof. Fulvio Cesare Manara |
| Università di Bergamo |
| Facoltà di Scienze della Formazione |
| Piazzale S. Agostino, 2 |
| 24129 BERGAMO |
| e p.c.: A tutti gli Amici di Don Milani di mia conoscenza. |
| Assicurata a.r. |
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Caro Professore,
ho letto gran parte del libro “Lorenzo Milani – analisi spirituale e interpretazione pedagogica” di Padre Corzo, da Lei curato. E’ un buon lavoro, condivido molte parti del testo in particolare due riflessioni che compaiono a pag. 403 : “La destra, tanto ecclesiale come politica, lo disprezzò senza tener conto della sua protesta di originalità rispetto al classismo marxista.” … “Al contrario, il PCI non poteva smettere di accusare il colpo di chi chiaramente lo definiva incoerente nella sua pretesa proletaria e non seppe far altro che approfittare dell’accusa per lanciarla contro la chiesa.” Molto condivisibile anche una parte della “nota all’edizione italiana” di Michele Ranchetti che riprenderò nelle conclusioni. Credo di essere uno dei primi amici di Don Milani ad averlo definito chiaro e tondo un Profeta, perché quello che mi disse sono una sequela di Profezie alle quali, a mio modo, ho cercato di rimanere fedele. Fra i consigli che mi dette e che si sono anch’essi rivelati “profetici”, ce ne sono due che mi sembra siano molto utili nella stesura di questa lettera. Il primo è “ che bisogna essere sempre brutalmente chiari, sia per battere gli ipocriti, sia per farsi capire da chi ha la terza elementare”. Il secondo “che bisogna trovare il tempo per scrivere, da qualche parte, quel che capita di importante nella giornata , perché la mente nasconde quel che non ci piace, ma che invece è importante ricordare.” Penso che fu con quel metodo che riuscì a mettere insieme quel capolavoro che è “ Esperienze Pastorali”. A me è servito per scrivere i miei libretti e a “vincere”, unica “vittoria” della mia vita, una causa per discriminazione politica sul lavoro… Fatta questa premessa, ragione di questa lettera è che non condivido e non apprezzo quel che è stato detto su di me e sulle idee, per le quali mi batto a viso aperto dagli “incontri di Barbiana” e cioè da quarantadue anni. Sulla loro importanza, la dice lunga il fatto che la lettera di Don Milani che mi riguarda e che probabilmente non è la sola, sia comparsa dopo 40 anni grazie a quel galantuomo, anche se non mi riconosco in molte idee, di Giorgio Pecorini…. Ma passiamo ai fatti, che essendo ancora in vita – grazie a Dio e a Don Milani – posso apertamente sostenere, sia perché ho i documenti, sia perchè non sono del tutto rincoglionito… Scrive Padre Corzo : “ Votare il tale o il talaltro partito è per lui – come per tante altre decisioni della vita – un atto di coscienza, per inutile che appaia, mai un atto prevalentemente strategico” E’ vero, condivido apertamente… Non condivido affatto la conclusione dell’altro passaggio, perché è travisante e non risponde a verità: “ Non appare insolito in questa prospettiva né il suo dissenso costante nei confronti di tutti i partiti dell’uno e dell’altro lato dello spettro politico italiano, né che in un determinato momento appoggiasse o spingesse i suoi ragazzi verso una corrente ingenua e idealista del PSI: il “socialazionismo”. Il suo fondatore, Alessandro Mazzerelli, si fregiò dell’appoggio ricevuto a Barbiana nel’66. Effettivamente, i ragazzi di Barbiana militarono in quel periodo nel Partito socialista…”
ECCO I
FATTI : Conobbi i “ragazzi di Don Milani”, perché essendo in quel periodo a lavorare come impiegato presso la Federazione Fiorentina del PSI , fui , con il loro appoggio, eletto Vice Segretario Provinciale della Federazione Giovanile Socialista per la “corrente autonomista”, cioè per la destra del partito che si opponeva all’egemonia comunista nei sindacati, nelle cooperative e nelle Case del Popolo. Personalmente mi ero opposto, sin dal 1964, al PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria) il partito che come ha dimostrato Valerio Riva nel suo “Oro da Mosca”, fu finanziato e organizzato dai servizi sovietici.
I “ragazzi di
Barbiana” non aderirono nel 1966-1967- VIVO DON MILANI - ad “una
corrente ingenua e idealista del PSI: il socialazionismo”, per il
semplice motivo che il “Manifesto del Socialismo d’Azione” NON ERA
STATO SCRITTO e il Movimento d’Azione Socialista
NON ESISTEVA. Le fornisco due prove inconfutabili LA COPIA ORIGINALE – ORMAI INTROVABILE – della prima edizione del
“Manifesto del Socialazionismo” datata 21 gennaio 1968 e la seconda
edizione, riveduta e corretta, del gennaio 1977 ANCH’ESSA IN COPIA
ORIGINALE. (Allegati 1e 2 )
. Si
trattava di un tentativo di ricerca della Terza Via che è certamente
datato, ma forse meno “ingenuo” di quel che pensi Padre Corzo ,
visto che si trasformò nella mia tesi di laurea in Filosofia del
Diritto, alla Facoltà di Giurisprudenza di Firenze. Va poi considerato
che per uno studente lavoratore quale sono stato, partito dalla
“scuola di classe” dall’Avviamento Agrario, fu un indiscutibile
successo, al punto da essere invitato a lavorare in facoltà. Non
accettai, perché avevo un lavoro che mi sembrava più sicuro.
I “ragazzi di Barbiana”,
GIA’
ADERENTI ALLA CORRENTE AUTONOMISTA DEL PSI, ADERIRONO, PER ORDINE
ESPRESSO DA DON MILANI, ALL’ASSOCIAZIONE
GIOVANILE “FORZA DEL POPOLO” DA ME FONDATA NEL 1962. ( Sul perché sorse questa Associazione, rimando alla consultazione de
“Il Riscatto” Ed. Dehoniane, Roma 1980 ). Ma
siccome Don Milani , più che per cognome, che inizialmente sbaglia, mi
conosce come “il ragazzo
che ha fatto a Prato tutto quel casino” è assolutamente necessario
che accenni al primo convegno dell’Associazione, che di tenne in Prato
il 29 aprile 1964. Fu, come ho scritto a Giampaolo Pansa, il primo
Convegno “revisionista”
d’Italia. Infatti, mai prima di allora, in un Circolo Socialista –
il Matteotti di Prato - era
stato detto ai comunisti che la loro “resistenza” non aveva come
fine la liberazione del Paese, ma l’imposizione della loro dittatura.
Portavo, a sostegno di questa tesi, quanto mi avevano detto due
partigiani comunisti, dirigenti dell’ANPI.
“Togliatti è una merda !” mi disse uno e l’altro confermò
annuendo con la testa e ripetendo “Sì,
una merda.” “Come
sarebbe a dire ?” Gli replicai sbalordito.
“Sarebbe a dire che dopo esserci garantiti le spalle
- (parlavano evidentemente degli italiani infoibati) – insieme
al IX° Corpus Jugoslavo , si doveva arrivare almeno a Treviso e invece
ci si impantanò poco dopo Gorizia.”
“E Togliatti che c’entra ?” aggiunsi sempre più stupito.
La risposta non fu molto circostanziata, ma decisa : “ Fu lui che ci
bloccò…” Non
mancai di definire le “Coop rosse” “ pappatoie
comuniste”, affermazione che rivendico ancor oggi con grande
orgoglio… Denunciai l’inaudita arroganza comunista all’interno
della CGIL, ove era ben accetta soltanto la “sinistra socialista”,
cioè gli utili idioti del PCI . Difesi i diritti della Scuola
Cattolica. Definii l’URSS “Paese
imperialista”. Insomma fu una cosa assolutamente inusitata. Per i
socialisti, prima della durissima reazione comunista, fu una
liberazione, lo dimostrarono gli applausi che non mi davano tregua.
La principale reazione furono quattro colonne
di piombo de “L’Unità”
, con una scomunica politica senza appello:
“Un linguaggio…. che a Prato fino ad ora neppure i missini hanno mai tenuto.” (Per il testo integrale dell’articolo cfr. “Il Riscatto” op.cit. pagg. 144-146)
Don Milani, che a mia insaputa
sapeva tutto, sorrideva felice mentre illustravo i fini e gli obiettivi
della “Forza del Popolo”. “Gli
sei molto simpatico – mi disse un ragazzo – non ha mai accolto così
nessuno…” Alla fine ci si trova
totalmente d’accordo sulla bozza del Decalogo – che da me
riordinato definirò Decalogo Solidale o di Barbiana .
E’ il cuore della Terza Via e la risoluzione delle secolari
contraddizioni fra Servizio
del cattolico al bene comune ed esercizio del potere.
Ma come ho già detto e scritto l’adesione dei “ragazzi di
Don Milani” non fu “gratuita”. Il contatto terreno con il Profeta finì come ho
scritto a pagina 31 de
“Il Profeta tradito” Ed.
“Liberal”, Roma 2005 : “Oh
Alessandro! Succeda quel che succeda non mollare, è l’Idea giusta!
Non ti scoraggiare mai, la Provvidenza non abbandona chi ha sete di
giustizia e testimonia con impegno e generosità la sua disinteressata
ricerca della Verità. Me lo prometti ?”
“Lo prometto, lo prometto” . Fu il mio giuramento a non
tradire. Ero dispiaciuto moltissimo per lo stato di salute del Profeta,
ma ero al tempo stesso felicissimo, non sapevo che dalla Sua terrena
scomparsa mi sarei ritrovato sulle spalle una croce pesantissima che mi
trascino da ben 42 anni…
Taglio, perché questa vuol essere
una risposta ad un paragrafo che non condivido, non un nuovo libretto…
L’adesione dei “ragazzi” non
fu automatica. Consegnai le domande e le tessere ad uno di loro che mi
rilasciò una ricevuta. Le domande di adesione giunsero in un ampio arco
di tempo che arrivò a poco più di tre mesi dalla morte del Profeta.
A questo punto mi sembrano opportune due precisazioni. Circa le
Profezie è opportuna la lettura di
“Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” Ed. “Il
Cerchio”, Rimini 2007, corredato da un’ampia introduzione del Prof.
Franco Cardini , che da quaranta anni è testimone del mio agire. Sul
perché della reciproca simpatia e stima
fra me e il Profeta , mi sembra molto significativo l’articolo
del Prof. Mario Bernardi Guardi, giornalista e saggista, pubblicato su
“Il Tempo” del 13 maggio 2005. (Allegato n°3)
Sempre sulla questione del rapporto tra me e il Profeta è
curioso il servizio di Roberto Persico, pubblicato su “Tempi” del 28
giugno 2007. C’è un solo errore, mi hanno attribuito otto anni in più
dei tanti che ho… (Allegato n°4). Concludendo
questo primo argomento, appare cosa di tutta evidenza, che NON mi
“fregio dell’appoggio ricevuto a Barbiana nel’66” SENZA
INOPPUGNABILI MOTIVI, ma passiamo oltre… A
fronte della “pietra d’inciampo” della convinta adesione dei
“ragazzi” alla destra del PSI e al grande macigno della altrettanto
convinta adesione alla “Forza del Popolo”, all’evidente scopo di
tenere in piedi la grottesca tesi della vicinanza dell’ultimo Don
Milani al PCI , mi sembra che si tiri in ballo, in maniera del tutto
fuorviante, la lettera milaniana inviata a
Nadia Neri di Napoli il 7 gennaio 1966.
Che vi si legge in
quella lettera ? C’è
scritto : “Nei partiti di sinistra bisogna militare solo perché è
un dovere, ma le persone istruite non ci devono stare.” Al
termine Don Milani torna
sull’argomento e scrive: “Ai partiti di sinistra dagli soltanto
il voto…” E con ciò che
vuol dire ? Vuol dire che
IN QUEL MOMENTO STORICO non si poteva stare a destra, né al centro con
la Democrazia “cristiana”, strumentalizzazione blasfemica del nome
di nostro Signor Gesù Cristo e infatti io, i ragazzi e Don Milani,
stavamo tutti a sinistra. Forse, secondo voi, il Partito Socialista
Italiano, con tanto di falce e martello nel simbolo, era un partito di
destra ?
Ma la vera ragione di questa mia
fatica, sono gli insulti alla verità storica contenuti nella sua nota n°
83 di pag.136, che mi ha profondamente indignato, amareggiato e persino
fatto salire la pressione…
Lei scrive : “ Lettera a G. Melli,
17.2.64”. Don Milani si lamenta del procedere poco corretto di un
giornalista comunista di “Vie Nuove” :” Avevo proprio deciso di
votare PCI ma ora lo piglia nel culo.” Mazzerelli ha condannato la
pubblicazione di questa lettera che, secondo lui, confonde sulle idee
politiche di Milani (cf. sopra nota 81) . [Sull’incontro tra
Mazzerelli e Milani, e su queste vicende, cf. anche A. Mazzerelli, “Il
Profeta tradito. Come e perché la sinistra si è appropriata di Don
Milani, Liberal Edizioni, Roma 2005. Mazzerelli, la cui vicenda politica
lo ha portato infine a divenire leader del Movimento autonomista
toscano, fa parte di quel gruppo di ex-socialisti che alla fine sono
approdati al berlusconismo . Nel 2001 è stato infatti condidato per la
Casa delle libertà nel collegio di Pontedera-Volterra- Poggibonsi. (ndc] Si
rende conto di cosa ha scritto ? Sa
cosa vuol dire in politica , per un militante di sinistra, quello che
ha scritto ?
Lei
ha scritto che io sono uno di quegli stronzi dell’ultimo PSI
( che aveva ben poco a che vedere con il PSI degli anni sessanta ) forse legato a tangentopoli, passato nel 1993 , o giù di lì,
al servizio di quel “mafioso” di Berlusconi.
Con il quale è poi confluito dopo aver fondato un movimento,
certamente razzista, denominato Movimento Autonomista Toscano. Lo stronzo, deve avere un certo peso se nel 2001 è stato
candidato “nella Casa
delle libertà nel collegio di Pontedera- Volterra- Poggibonsi.”
Il tutto trova anche conferma nel fatto che ha pubblicato un
libro per la Liberal…. Conclusione,
cosa ha che fare un simile personaggio con Don Milani ?
Assolutamente nulla… Questo
è certamente quel che legge, dal suo punto di vista in perfetta buona
fede, un ottuso
militante di sinistra e da qui la mia grande indignazione.
Il “Profeta Lorenzino” - lo
chiamava così quell’autentico sant’uomo di Padre Reginaldo Santilli
O.P. , Maestro di Don Milani in Seminario e “primo attore” nella
pubblicazione di “Esperienze Pastorali”, nonchè grande sostenitore
nella mia battaglia contro la strumentalizzazione comunista di Barbiana
- mi ricordava che in Seminario stava sempre a dire
che “non tollerava imbrogli”.
Non li tollero nemmeno io. E
il Suo è un imbroglio, indotto – spero- per imperizia e superficialità
e non per malafede. Ma se fossi morto, l’ingiusto epitaffio che mi ha
appiccicato, chi me lo toglierebbe ? E’ FALSO che abbia militato nel PSI, come Lei fa intendere, sino al 1993 o giù di lì. SONO USCITO DAL PSI NEL 1970 PER LA QUESTIONE DEL DIVORZIO, IN FEDELTA’ ALLA PROMESSA DI “NON TRADIRE” CONFERITA A DON MILANI. Su questo problema il Priore ed io aveva opinioni molto diverse da quella di Gabrio Lombardi, Promotore del Referendum (Cfr: “Il Riscatto” op.cit. pagg. 239-242) ma ciò era irrilevante ai fini di stare sempre dalla parte della Chiesa cattolica, senza se e senza ma. Colgo l’occasione per accennarLe che nel corso di un comizio a Sestri Ponente (Genova) fui aggredito da centinaia di scalmanati di “Lotta Continua”. Rischiai la pelle, ma come ho recentemente scritto al Cardinale di Firenze, mai sono stato felice come allora… (Cfr. “Il Riscatto” op. cit. pagg. 243-247) E’
FALSO che abbia poi aderito a Forza Italia o a qualsiasi altro partito,
come Lei fa intendere, per il semplice fatto che
avrei TRADITO il “NON MI TRADIRE” di Don Milani.
Il Codice Solidale o di Barbiana
(Cfr: “Ho seguito
Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” op. cit. pag. 28 e pag.
58) è purtroppo incompatibile con l’appartenenza
a qualsiasi partito del passato e del presente.
Da qui la mia volontaria emarginazione e l’invenzione di tre
Movimenti che si rifanno
tutti , chi per un aspetto chi per un altro, al “sogno” della terza
Via. Nell’ordine il Movimento d’Azione Socialista, il Movimento
Solidale, il Movimento Autonomista Toscano. E’
CERTAMENTE FUORVIANTE che non si faccia cenno al MOVIMENTO SOLIDALE ,
che portò nell’agone politico il concetto della “solidarietà “
prima di Solidarnosc. Nostro
e in riferimento a Barbiana, è il concetto, ad esempio, del “ Commercio
equo e solidale” finito
con l’essere strumentalizzato dalle Coop rosse… Sul Movimento
Solidale, alla Biblioteca Civica “Angelo Mai”, Piazza Vecchia, 15
– Bergamo , dovrebbe essere conservata la collezione della Rivista
“Il Solidale” che, per qualche anno,
con immensi sacrifici si riuscì a far uscire .
(Notare i notevoli contributi di Francesco Pugliarello e Armando
D’Agata) (Sull’argomento cfr. anche “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” op. cit. pagg. 55-69.)
Verso le conclusioni Ho
detto all’inizio che mi sono interessate le parole di Michele
Ranchetti. Ha fatto
benissimo, l’ho fatto anche io, a rimanere in “disparte dagli
omaggi, soprattutto – scrive -
perché mi sembravano estranei e lontani dal ricordo che io avevo
di lui e promossi da quei suoi ragazzi , che anch’essi mi sembravano
estranei e diversi, così sfacciati e sicuri di sé, arroganti e
ispirati dal possesso di una verità che non riconoscevo in quel che
dicevano e facevano” Ma oggi, finalmente, qualcosa è cambiato.
Circa il fatto di aver partecipato “ a una adunata
sediziosa” pro Viet Nam” ed
avere ottenuto la solidarietà del Profeta,
non vorrei che il fatto inducesse ad un’altra travisazione.
Don Milani era favorevolissimo alla sovranità di tutti i popoli,
i quali, se sceglievano di voler essere comunisti, buon per loro…nessuno si doveva
permettere di ostacolarli e tanto meno di aggredirli !
La Profezia sulla sovranità dei popoli, che sta a fondamento del
Movimento Autonomista Toscano a questo proposito è chiarissima :
“ Gli imperialismi ? Ci vorrebbero ventimila sanmarini per
eliminarli. Il mondo cambierebbe radicalmente in meglio, sarebbero
protette le culture e le identità. Sostanzialmente sarebbe protetta
anche la pace, perché le guerre diverrebbero guerricciole.” (cfr. “Ho
seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” op.cit. pagg.
31-32)
Ci sono delle notevoli e
condivisibili riflessioni anche nella postfazione del Prof. Paolo
Perticari, ma non è accettabile il “lamento” verso il calo di
interesse per Don Milani, “che oggi è al suo minimo storico”
(pag.441) anche a causa di un “uso scorretto che si è fatto
delle lettere e di tutto il materiale scritto”(pag.444)
senza che questo sia attribuito anche, e sotto certi aspetti
soprattutto, alla grottesca e meschina strumentalizzazione comunista che
ha aggredito il Profeta ALL’INDOMANI DELLA SUA TERRENA SCOMPARSA.
Sì, qualcosa è finalmente cambiato. Ho provato a datarne
l’inizio e vi ho posto come data il 22 marzo 1997, giorno in cui si
svolse a Montevarchi (Arezzo) una “giornata milaniana”. ( Cf. “Il
Profeta Tradito” op. cit. pagg. 89-95)
Da allora, a quella ormai ristretta cricca che ha letteralmente
tradito e venduto il Profeta, qualcosa è cominciato ad andare storto.
Sì, godono sempre di grandissimi mezzi, lauti contributi dalle
fondazioni bancarie, dalle istituzioni, dalle cooperative ecc.
All’opposto di Don Milani sono “ attentissimi al denaro”, a
questo proposito, mi ha informato Giovanni
Banchi, Presidente del “Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani
e Scuola di Barbiana”, che mi ha onorato della
“tessera onoraria” (Vedi allegato n° 5) che non si
vergognano di far pagare un biglietto persino agli autobus dei bambini,
che vanno a visitare Barbiana per rendere omaggio alla tomba del
Profeta. Non c’è da
meravigliarsi, il “traditore capo”- denominazione non mia e la più
moderata di quelle che ho sentito- arrivato a Barbiana con le scarpe
sfonde, oggi ha un “impero” immobiliare !
Io so per certo , perché la notizia finì sulla stampa, che fu
allontanato dal suo partito perché non dava alcun contributo, malgrado
la strabiliante- per lui- carica istituzionale che ricopriva… Stanno
venendo a galla anche le menzogne. Clamorosa quella di cui vi siete
accorti anche Voi. (Pagina 51,
questione degli “Epistolari pubblicati postumi”)
Dove sono finite le circa 850 lettere che mancano , rispetto a
quanto viene affermato a pag. 6 di “Lettere di Don Lorenzo Milani
priore di Barbiana” Ed. Mondadori
? Non ci sono, forse non ci sono mai state…leggere
l’incredibile nota, alla quale, per quel che mi riguarda ho già
replicato, pubblicata a pag. 41 di “Tempi”. (Allegato n°4)
Che immenso abisso fra il DECALOGO DI BARBIANA e il loro
comportamento !!! Prima di
concludere, voglio tornare per un minuto a Giovanni Banchi.
E’ una brava persona, onesta e coerente. E’ venuto ad alcune,
delle complessive ventinove presentazioni dei miei libretti e tutti
abbiamo avuto il piacere di apprezzarlo. E’ lui il Maestro
pratico, il falegname che a Barbiana insegnava il mestiere. Ebbene, il
12 maggio u.s. , alle ore 16,43, gli ho telefonato per avere qualche
informazione di Voi. Ho saputo – con piacere -
che Padre Corzo è in buoni rapporti con il “Centro” a cui
avete inviato il libro. Ma soprattutto
sono stato molto lieto di apprendere che era molto contento per
la vittoria di Berlusconi. Il
“buon mago” che si fece vivo a Montevarchi, aveva davvero ragione
quando, per incoraggiarmi, mi disse : “Il vento non tira più da
quella parte”, cioè dalla parte di coloro che hanno
“comprato”, da squallidi “venditori” , la falsa interpretazione
degli eventi barbianesi.
Proprio intuendo questo salutare
cambiamento, mi sono nuovamente candidato, SEMPRE COME AUTONOMISTA. Ma
visto che “qualcosa” non quadrava, ho colto l’occasione per
scrivere una “lettera aperta” a Berlusconi.
(Allegato n°6)
Constatato che avete rapporti con il
“Centro”, Vi voglio dare qualche ulteriore informazione.
Avrà certamente notato che Walter Veltroni , l’ex comunista
buono per tutte le stagioni, iniziò la sua campagna elettorale con
l’appropriazione indebita di Don Milani, recandosi a Barbiana
ove fu omaggiato dalla solita “cricca”. Io non mi davo pace.
Che fare ? Prego tutti i Santi, a cominciare dal Profeta, ed
avviene il “miracolo”. A Marradi (Romagna Toscana) , paese di mia
moglie, incontro un giornalista che conosce la mia battaglia, gli parlo
della questione… Poco dopo esce un libro, in decine di migliaia di
copie: Si tratta di una monografia su Veltroni dal titolo “ Veltroni
Walter – Vita, miracoli & canzonette di un perdente di
successo”, a cura di Vittorio Feltri e
Renato Brunetta. Ed.
Libero-Free . Manuale n°22, 2007. Il quarto capitolo “Veltroni “I
care”, da pag. 63 a pag. 67, rende
pubblica la mia testimonianza e si conclude con questo capoverso :” A
Veltroni però nessuno ha parlato di Mazzerelli e delle sue
pubblicazioni ed è quindi inconsapevole di essere profeta di un
messaggio travisato.” Veltroni
, uomo vanaglorioso e sceneggiatore di se stesso, capisce – o gli
fanno capire – che qualcosa non torna e l’indegna speculazione
politica sulle spalle del Profeta scompare d’incanto.
L’ultima informazione che gradisco
darVi , è che esiste un CARTEGGIO INEDITO della “Forza del Popolo”
verso e da Barbiana. Fra questi documenti c’è una velina azzurrognola
, quella che si metteva a contrasto con la carta carbone, al tempo che
non esistevano le fotocopie . Questo
fragilissimo documento è LA PROVA DEL NOVE di quale fosse l’obiettivo
terreno del Profeta, se fosse sopravvissuto alla terribile malattia.
L’hanno vista Mons. Bertini, Padre Santilli, Don Giussani, La
Pira e ne parlai all’Abbazia di Fontanella con Padre Turoldo. Infine,
fu il documento determinante per far pubblicare
“Il Riscatto” dalle Edizioni Dehoniane. Insomma è la chiave
di volta del “sogno” di Barbiana. E’ l’ordine a proseguire la
buona battaglia. E’ la tomba delle centomila masturbazioni mentali,
sbrodolate sulle spalle del più grande Profeta del nostro tempo e fra i
più grandi nella storia bimillenaria della Santa Chiesa Cattolica.
NO !
DON MILANI NON E’ MORTO LASCIANDO AI POSTERI UN LIBRO
BELLISSIMO, DELLE LETTERE BELLISSIME
E UNA TESTIMONIANZA SENZA MACCHIA , CHE SI E’ CONCLUSA NELLA
TOMBA. HA LASCIATO LE PROFEZIE, HA LASCIATO UNA SPERANZA, HA CREDUTO
CON INAUDITA DETERMINAZIONE NELL’ETERNA SALVEZZA. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
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Alessandro Mazzerelli terziario francescano |
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P.S. : Se mi fa conoscere l’indirizzo di Padre Corzo , invio la lettera e gli allegati anche a Lui. Ne ha diritto. |
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