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DEFINIZIONE DEL 

MOVIMENTO AUTONOMISTA TOSCANO

 

 

 

1.1    Il Movimento Autonomista Toscano è l’organizzazione storica dei toscani, che si battono per l’autonomia della Toscana e per l’Europa dei Popoli.

1.2    Il Movimento Autonomista Toscano è una organizzazione politica che ha – come scopo fondamentale – la difesa dei diritti dei cittadini toscani che cadono vittime del potere di Roma e della corruzione dei partiti padroni.

1.3    Il Movimento Autonomista Toscano difende e sostiene gli interessi di tutti i toscani, senza discriminazione di censo, sesso e fede religiosa, ma guarda, con dovuta solidarietà nazionale, alle necessità e ai diritti dei connazionali disoccupati, poveri, ammalati, anziani.

1.4    Il Movimento Autonomista Toscano, nato per volontà dei toscani in terra toscana, è sovrano nelle sue scelte politiche e non potrà mai affiliarsi in posizione subalterna ad altre organizzazioni “autonomiste”.

  

LA BANDIERA NAZIONALE TOSCANA.

 

Perseguendo la profezia milaniana dei  ventimila sanmarini”,  (vedi sotto) il Movimento Autonomista Toscano, sorto ufficialmente il 25 maggio 1989 e legalmente costituito con rogito notarile il 19 settembre 1989, ha assunto come bandiera nazionale “un rettangolo, diviso in tre bande orizzontali di uguale altezza, di colore rosso, bianco, rosso, ponendo al centro la rappresentazione grafica della chimera etrusca in colore blu”.

 

 

 

 

LA SUDDIVISIONE CONFEDERALE DELLA REGIONE GEOGRAFICA ITALIANA

 

“La Repubblica”  del 16 ottobre 1990 illustrava la deliberazione del secondo Convegno del Movimento, svoltosi a San Casciano Val di Pesa in provincia di Firenze il 13 ottobre 1990, che propose una Confederazione italiana di nove Stati Regionali. 1° Stato Regionale delle Padania Occidentale: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, capitale Torino.  2° Stato Regionale della Padania Centrale : Lombardia, Emilia, capitale Milano. 3° Stato Regionale del Veneto: Veneto, Trentino, Friuli, Venezia Giulia, con l’auspicabile recupero, da parte della nuova “Repubblica Veneta”, dell’Istria e della Dalmazia, mentre il Sud Tirolo dovrebbe tornare sotto la sovranità austriaca, capitale Venezia. 4° Stato Regionale della Romagna, si tratterebbe del più piccolo Stato Regionale italiano, che avrebbe il pregio di tenere conto della specificità etnica romagnola  e della grandezza storica di Ravenna quale sua capitale.  5° Stato Regionale Toscano, capitale Firenze. 6° Stato Regionale dell’Italia Centrale, comprendente le regioni dell’ex Stato Pontificio sino al confine con l’ex Regno delle Due Sicilie, capitale Roma. 7° Stato Regionale di Napoli, capitale Napoli. 8° Stato Regionale della Sicilia, capitale Palermo. 9° Stato Regionale della Sardegna, capitale Cagliari. ( In una Europa  rispettosa dei Popoli, sarebbe auspicabile, come decimo stato della regione geografica italiana, lo Stato Regionale della Corsica. )

  

 

LA STORIA DEL MOVIMENTO AUTONOMISTA TOSCANO

         (In estrema sintesi)

  

  Tutto nasce nell’ormai lontanissimo 1964. Il 26 aprile di quell’anno si tenne in Prato, presso il Circolo “Matteotti”, il 1° Convegno interprovinciale dell’Associazione Giovanile “Forza del Popolo”. Era una Associazione che Alessandro Mazzerelli, fondatore e presidente del MAT , aveva costituito da ragazzo, nel 1962.  Nata, in primo luogo, per rigettare un imbroglio che si trascina ancor oggi, dopo ben 63 anni dalla fine della seconda guerra mondiale: quello secondo il quale la  “Resistenza “ sarebbe stata esclusivamente una battaglia di “liberazione” e non, come è stata in gran parte, una guerra civile scatenata dai comunisti per impossessarsi del potere per conto e nome dell’URSS. Questa fu una delle verità affermate in quello che può considerarsi il primo convegno “revisionista” d’Italia, tenuto oltre venticinque anni prima della caduta dell’URSS, che ha coinciso con l’inizio del “revisionismo storico” sul vero comportamento dei partigiani comunisti , che poi, con Giampaolo Pansa, diventerà un “affare letterario” e cha ha consentito, persino al Presidente ex comunista (?) Napolitano, di dichiararsi “pentito” di aver applaudito all’invasione e repressione armata della sovranità ungherese. Per saperne di più sul complessivo contenuto di quell’importante Convegno, invitiamo gli interessati a leggere “Il Riscatto” Ed. Dehoniane, Napoli 1980. Qui ricorderemo soltanto la clamorosa denuncia sulla vera natura delle Coop, definite dal giovane Mazzerelli: “pappatoie” a servizio del PCI, sia per finanziarlo, che per distruggere i piccoli commercianti in gran parte anticomunisti” e l’aver detto che Palmiro Togliatti, era definito, da alcuni esponenti dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia),  una “laida merda”, perché, dopo aver “ liberato” – con le foibe-  l’Istria e la Venezia Giulia, il IX° Corpus sloveno e i “garibaldini” non erano stati fatti giungere  “ almeno sino al Tagliamento”, da cui avrebbero poi potuto “liberare dal capitalismo gran parte dell’Italia del Nord”. (Che avessero in mente di costituire una Repubblica Sociale Comunista ? (n.d.a.) La reazione de “L’Unità” fu di inaudita violenza , giungendo, per quegli anni, ad una mortale “scomunica politica”.  Affermò, infatti, che Mazzerelli aveva usato “un linguaggio” che a Prato “neppure i missini” avevano “mai tenuto”.

 

 

L’incontro fra Mazzerelli e Don Lorenzo Milani, il più grande Profeta del nostro tempo.

 

I “ragazzi”, a cui Don Milani  insegnava le 5000 parole che li dividevano dai “Pierini”, avevano aderito, certamente con il consenso del Priore, alla corrente autonomista dell’organizzazione giovanile del PSI, la Federazione Giovanile Socialista. Mazzerelli ne è a conoscenza con assoluta certezza, perché in quell’epoca era il Vice Segretario Provinciale per la destra giovanile socialista (autonomista) in contrapposizione al Segretario che rappresentava la sinistra. Vuoi per questo motivo, vuoi supratutto perché si ricordava del Convegno di Prato, alla fine di giugno del 1966 il Profeta di Barbiana telefona al Mazzerelli : “ Sei te quel matto, che ha fatto tutto quel casino a Prato ?  Sì sono io.  Allora vieni subito a trovarmi.”  Il 31 luglio del 1966 ha così luogo un incontro che unisce due speranze e due sogni, costruendone uno per i secoli a venire… Non ci soffermiamo su tutte le grandi profezie che ne scaturirono, rinviando gli interessati alla lettura de “Il Profeta tradito” Ed. Liberal, Roma 2005  e di “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via” Ed. “Il Cerchio”, Rimini 2007,  qui ricordiamo solo quelle che hanno avuto a che fare con il  Movimento Solidale  prima e con il Movimento Autonomista Toscano  poi. Sul federalismo mondiale, quale aspetto essenziale della Terza Via, Don Milani ha idee chiarissime.

     “ Nel mondo ci sono qualche centinaio di stati, ce ne dovrebbero essere tremila… sarebbero meno forti, necessariamente più solidali fra loro, curerebbero con amore l’ambiente e i loro popoli controllerebbero più facilmente chi li governa. Soprattutto sarebbero pacifici, perché la guerra nasce dall’imperialismo  e  l’imperialismo dalla volontà di alcuni stati di farsi sempre più grandi e i loro governanti sempre più potenti.”

 

   Tornando, con una sintesi genialissima, sullo stesso argomento, affermò:

 

     Gli imperialismi ? Ci vorrebbero ventimila sanmarini per eliminarli. Il mondo cambierebbe radicalmente in meglio, sarebbero protette le culture e le identità. Sostanzialmente sarebbe protetta anche la pace, perché le guerre diverrebbero guerricciole.”

 

     Ma la politica che promuove questo cambiamento epocale deve indirizzarsi verso un’etica nuova, anche se non dovrebbe essere “nuova” per chi si definisce “Cristiano” o addirittura “Cattolico”…

 

     DECALOGO SOLIDALE O DI BARBIANA

 

Divieto di ricoprire più di una carica pubblica.

Divieto di rimanere più di due volte alla stessa carica pubblica.

Divieto della pubblicità personale dei candidati a qualsiasi carica pubblica.

Divieto di ricoprire una carica pubblica e una di Movimento, in maniera da consentire all’organizzazione politica il controllo sull’operato degli eletti.

Divieto di costituire correnti o gruppi di potere,

Divieto di aprire uffici per la promozione del clientelismo.

Obbligo della dichiarazione annuale, pubblica e giurata, di tutti i redditi e di tutte le proprietà da parte  degli amministratori pubblici,

Irreprensibilità morale nella vita pubblica e privata.

Predisposizione della lista dei candidati, a qualunque carica pubblica, mediante la “scala dei meriti”

Esercitare la politica come servizio, evitando qualsiasi contrasto personale con gli altri servitori.”

 

  Sono queste le radici, davvero” immortali” del Movimento Solidale prima e di un Movimento Autonomista che per i risultati elettorali sembra certamente un piccolo David in eterno conflitto contro un possente imbroglio, per di più di apparente successo…. Sì, la Lega Nord è un imbroglio, destinato, ne siamo certissimi, insieme alla sua“padania” che non vuol pagare le tasse e che preferisce gli extracomunitari ai “terroni”, a finire in una bolla di sapone. Peccato…

 

  

Alle origini della radicale diversità fra AUTONOMISMO e BOSSISMO LEGHISTA.

  

  Il Profeta di Barbiana non aveva soltanto fornito al Mazzerelli  le clamorose prose profetiche di cui abbiano fatto cenno, ma aveva dato anche qualche consiglio pratico, ad esempio l’opportunità di segnalare giorno per giorno i fatti più rilevanti che meritino un cenno, telefonate, incontri, conferenze ecc. aggiungendovi, possibilmente, dei sintetici commenti. “Che ti saranno certamente utili….”  gli disse Don Milani. Ed anche questo consiglio si è rivelato giusto.. Il fondatore del MAT non avrebbe mai vinto contro il Comune di Scandicci una difficile causa contro la “discriminazione politica” di cui era stato vittima, senza aver registrato preziosissimi appunti… Aprendo la pagina del giorno  9 dicembre 1979,  si legge che il Mazzerelli insieme ad Armando D’Agata, si recò a Milano per un convegno del Partito Federalista Europeo, fondato da  Dacirio Ghizzi Ghidorzi  di Mantova. Questo è il testo:

 

“Si parte alle 5. (Stazione di Firenze) A Milano ci si reca in taxi in Via del Pantano,17, ove ha luogo un convegno del Partito Federalista Europeo.  E’ presente Piergiorgio Sirtori  dei “Cattolici indipendenti” (Assessore alla Sanità nel Comune di Milano).  Bruno Salvadori  dell’Union Valdotaine, il  Movimento Autonomista Triestino (“il Melone”), Piemontese, Alto Atesino ecc. Intervengo accennando alla storia del Movimento ( Si tratta del Movimento Solidale che proclamò come suo statuto il “Decalogo di Barbiana) e ad alcuni suoi obiettivi. ( Nostro concetto dell’unità sindacale, nostra polemica sulla strumentalizzazione dell’antifascismo, nostra opinione sulla classe operaia, quale presunta “classe egemone” secondo l’ipocrisia marxista)

  Distribuisco 25 copie de “Il Solidale” I°, II°, e III° numero e molte ne distribuisce anche D’Agata. Si accetta di far parte di un Comitato di Coordinamento per la preparazione di liste federate in occasione delle prossime elezioni amministrative. Il Comitato si riunisce immediatamente e  decide di riconvocarsi il 21 p.v. presso il Movimento di Sirtori.

  Pranzo insieme ad Armando, che subito riparte per Firenze. Io parto alle 19,50 dopo aver visitato la chiesa di S.Maria presso S. Celso  (est+int) Interno molto oscuro, Torno a Firenze alle 0,13.”

 

 

 Di grande importanza ci sembra il commento che appare in data 21 dicembre 1979.

 

Parto alla 6 da Firenze con Armando D’Agata.  Si arriva a Milano alla 11. Sono presenti alla riunione presso “Concentrazione democratica”: Piergiorgio Sirtori , Roberto Gremmo di Rinascita Piemontese, Dacirio Ghizzi Ghidorzi del Partito Federalista Europeo. D’Agata legge la bozza di un documento politico unitario che viene recepito con molto interesse. Sollevo molte obiezioni ad alcune affermazioni opportunistiche del Sirtori ( Sarà moralmente conveniente la nostra presenza a sostegno della sua avventura ?) Vorrebbero diffondere “Il Solidale”  a condizione che contenga la pubblicità per Sartori. Vedremo…

  Alle 18,48 parto per Como, ove compio una visita notturna della città.”

 

 

Le sintesi riportate sull’agenda di Mazzerelli ci sembrano di grande importanza per almeno tre motivi.

 

Primo motivo: Appare evidente l’assenza ad ambedue le riunioni di Umberto Bossi. Qual è la ragione ? Coma fa a dire di essere l’interprete e il seguace di Bruno Salvadori se a riunioni di questa importanza non si fa vedere ?

 

Secondo motivo: Con la prima riunione si saldò l’amicizia e la stima reciproca fra due toscani, Salvadori di origine maremmana e Mazzerelli di origine chinina, per di più la madre di Mazzerelli si chiamava Maria Salvadori… L’accordo che emerse fra loro e la cui natura traspare chiaramente anche nel pregevole lavoro di Roberto Gremmo, storico Autonomista piemontese, cfr. “Contro Roma” Aosta, 1992, ove a pagina 36 si legge:  “…Salvadori contrappose (A Piergiorgio Sirtori “cattolici indipendenti” n.d.a) un progetto alternativo: non un “partitino” ideologico ma una Federazione di Autonomisti e Federalisti, incentrata sui problemi delle minoranze linguistiche, delle etnie, dei Popoli.”  Infatti, qual’era la natura dell’accordo fra toscani ?  Era quella che si costituisse un Movimento Autonomista, che avrebbe anche potuto chiamarsi Lega Autonomista, all’interno della quale operassero Movimenti Autonomisti fra loro totalmente sovrani. La Lega, da utilizzarsi soltanto per le elezioni sul territorio della regione geografica italiana e per eventuali aiuti reciproci con uomini e mezzi, doveva avere un presidente che veniva nominato secondo le regole elvetiche o semestralmente come i Capitani Reggenti della Repubblica di S.Marino . La carica spettava,  a girare, a ciascun Movimento aderente alla Lega, qualunque fosse stato il suo riscontro elettorale. Almeno ogni sei mesi si doveva riunire il consiglio della Lega, composto dalla somma di tre rappresentanti nominati dai Movimenti Autonomisti. Il Consiglio restava in carica quanto il Presidente, ma i suoi membri, a differenza di lui, potevano essere confermati.

 

 

Terzo motivo: L’accordo che abbiamo illustrato era a fondamento dell’Autonomismo italiano, perché Bossi lo ha stravolto e radicalmente tradito ?  In primo luogo perché si trovò senza l’ostacolo del Maestro dell’Autonomismo, Bruno Salvadori morirà a seguito di un incidente stradale  il 9 giugno 1980. In secondo luogo, essendo stato per molto tempo un militante comunista, ha sempre ragionato come tale ed è sempre stato un entusiastico assertore del “centralismo democratico”. Per di più, il “centralismo democratico” poteva apparire anche necessario. I Convegni autonomisti spesso era una gabbia di matti, chiunque si dichiarava leader di variegatissime liste autonomiste (in realtà civiche), di movimenti talvolta francamente assurdi e ridicoli… In terzo luogo, essendo uomo di grandi ambizioni odia la concorrenza…ma non vede lontano. Dall’insuccesso dell’UNOLPA (Unione Nord Occidentale dei Laghi prealpini) costituisce la Lega Autonomista Lombarda , poi Lega Lombarda, poi Lega Nord, come si vede anche dalle denominazioni, concentra sulla Val Padana la sua strategia, cioè il suo potere. L’obbiettivo è raggiunto aggredendo ed umiliando l’autonomismo piemontese, veneto, trentino e friulano che riesce ad annettere, ma non riuscirà mai a disarticolare gli autonomismi storici del nord, in particolare quello valdostano e sudtirolese . Nel Veneto, riesce a sopraffare la Liga, ma incontra la fiera resistenza di Alessio Morosin, di Umberto Vecchiato e dell’eroico patriota veneto Giuseppe Segato.  Per raggiungere il successo ha bisogno di parole d’ordine semplici ed efficaci. “Roma ladrona”, “Via i terroni dal Nord”, “No alla mafia” ecc, ma così facendo chiude le porte in faccia  a tutto l’Autonomismo del Sud, mentre al di là della “Linea Gotica”, nell’Italia centrale, incontrerà il contrasto del Movimento Autonomista Toscano e il nulla. Certo è andato al governo, ha ottenuto prestigiosi ministeri, è andato con i comunisti e con Berlusconi, ha fatto finta di opporsi all’invasione extracomunitaria, lo affermiamo in considerazione che le maggiori sanatorie sono avvenute con la presenza nel parlamento italiano della “ Lega di lotta e di governo”, ma ha assassinato il sogno dell’Italia confederata. Ormai la situazione è chiara, alle porte di Milano, a SEGRATE, i comunisti camuffati  e i cattocomunisti di Veltroni si sono messi d’accordo con Forza Italia e hanno sganciato la Lega… E pensare che la Lega , quella sognata da Salvadori e tradita da Bossi, poteva rappresentare un imbattibile TERZO POLO…

  

L’INVASIONE EXTRACOMUNITARIA IMPONE LA NASCITA DEL M.A.T.

 

   Nel 1985, alle Elezioni Amministrative di Firenze, viene presentata la lista del Movimento Solidale che si caratterizza nel rendere di pubblico dominio “Il Decalogo Solidale” o “di Barbiana” e per tre “singolari” aspetti programmatici. Il primo proponeva la “creazione a Firenze –“ la città sul Monte” di La Pira – “di una istituzione per la Solidarietà Universale e la difesa della dignità dell’uomo”.  Il secondo –coerentemente al principio dei “ventimila sanmarini” – proponeva  “L’Autonomia della Toscana nell’ambito dell’Europa Federata.”  Il più “singolare” è forse il quindicesimo  con il quale avvertivamo un incipiente pericolo e una prossima “mediazione e organizzazione del male”: “Controllo dell’immigrazione clandestina e prevenzione del lavoro in nero”  E sul numero speciale de “il Solidale” veniva evidenziato come il centro di Firenze fosse “pieno di falsi “artigiani”, molti dei quali immigrati clandestini dediti a vendere aggetti di falso artigianato esotico, di giocolieri, di mangiafuoco, di ladri e scippatori, si è trasformato in un bazar”.  E’ già l’alba di una tragica aggressione contro l’identità europea, che noi registriamo con oltre quindici anni di anticipo sulla Fallaci….Ma come affermiamo non è che l’inizio…

 

 

Le inquietanti  affermazioni “profetiche”, pronunciale nel 1988 al Festival Nazionale de “L’Unità” di Campi Bisenzio  (Firenze),  costituiscono una pietra miliare, per capire come e perché è stata promossa l’invasione extracomunitaria.

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  Il promotore del M.A.T.  si reca, come di consueto, a curiosare fra i banchi, le cucine popolari, la libreria degli “Editori Riuniti”, ascolta il primo comizio di Achille Occhetto da segretario Nazionale del  P.C.I. e si accorge che sono scomparsi, sostituiti dalla pubblicità della FIAT, gli stand che esaltavano i “paradisi” dell’Est , ma non è  questa la particolarità che lo colpisce di più…  Sul numero 3 di “Autonomia Toscana” scrive:

    Nel 1988, in occasione del Festival Nazionale dell’Unità, mi recai a Campi Bisenzio e rimasi meravigliato dal gran movimento che si aggirava intorno al baldacchino della FILCAMS, il sindacato degli addetti al commercio controllato dal PCI. Si trattava di un mini festival degli extracomunitari, all’interno del grande festival. Incuriosito mi aggirai per molto tempo intorno alla poco “folkloristica”compagnia, intenzionato a sapere cosa ci fosse “dietro. A darmi una opportuna illustrazione fu un esponente di primo piano del partito, che conosco da almeno venticinque anni. Il “nostro”con fare profetico mi  comunicò che l’Est sarebbe entrato in una crisi di tale entità da trascinarsi dietro, almeno in parte, anche il PCI.

   Proseguì facendomi presente che gli extracomunitari sarebbero arrivati nel corso del 1989 in gran quantità “creando le condizioni per nuovi scontri di classe”  da utilizzarsi in funzione di rilancio della “spinta rivoluzionaria” .  Con il chiaro intento di “ disarticolare” l’Occidente e la Chiesa Cattolica… a sostegno di questa strategia si sostiene subito una GRANDE MENZOGNA.

 

 

“ANCHE NOI SI EMIGRAVA”, QUESTE QUATTRO PAROLE NASCONDONO UNA GRANDE MENZOGNA.

 

   Perché è UNA GRANDE MENZOGNA ?  Non certo per il fatto che anche noi si emigrava, ma per il modo con il quale si emigrava. La Verità va gridata, perchè la menzogna viene proclamata sia da destra che da sinistra, cioè  sia da Fini che da Bertinotti, e conta sulla scomparsa della generazione che ha conosciuto i fatti.  Tutti coloro che hanno più di 55 anni, non possono non ricordare che esistevano gli Uffici del Lavoro e della Massima Occupazione, da cui si doveva passare obbligatoriamente prima di emigrare. Volevi andare in Olanda ? Volevi andare in Svizzera ? Volevi andare in Australia ?  Dovevi dichiarare la tua professione, aspettavi spesso molto tempo e se non avevi una definitiva qualifica aspettavi per sempre…  Poi ti mettevano in una lista: Se ti chiamavano, partivi con un contratto di lavoro in cui c’era scritto , nero su bianco, il nome della Ditta, il tipo di lavoro richiesto, il salario e la durata del contratto.  L’invasione extracomunitaria, promossa dal PCI, dalla CGIL e dalle organizzazioni collaterali, si manifesta per l’entrata clandestina di centinaia di migliaia di persone in gran parte non qualificate, spesso dedite alla malavita, che stravolgono l’assistenza ai nostri ultimi, dequalificano le nostre scuole, distruggono la nostra identità , favoriscono un nuovo e feroce clientelismo. Infatti sono nate una infinità di “organizzazioni di volontariato” per l’assistenza agli stranieri, finanziate con il denaro pubblico spesso pessimamente amministrato.  Si è anche creato un vergognoso commercio per l’acquisto dei “permessi di soggiorno”, quando non sono gli stessi sindacati e la false associazioni per la “carità” a far le carte false…. L’obbiettivo è quello tipicamente comunista, che il Profeta di Barbiana ha genialmente enunciato : “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire, ad una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”.

 

QUAL’E’ LA GIUSTA E SACROSANTA ACCOGLIENZA.

 

 Ci sono dei lavori che gli italiani non vogliono fare ? Si definisca quali sono, si predisponga i contratti e si assumino gli stranieri con gli stessi diritti dei lavoratori italiani. Ma non si può, ne si deve farci invadere da chi ricerca il consumismo e la vita facile sulle spalle di chi, nato qua, ha la vita difficile perché disoccupato, ammalato, handicappato, povero.   Solo il 10 per cento degli italiani vivono nell’opulenza, lo scrive “L’Unità”, l’organo di chi ha promosso l’invasione extracomunitaria, in data 29 gennaio 2008 . Allora come la mettiamo ?  I cattolici, qui si parla di quelli veri e non di chi si riconosce nello squallore cattocomunista,  sono caduti in un atroce imbroglio. L’accoglienza è un dovere, anzi un obbligo, ma quando favorisce i veri bisognosi, non le future masse di manovra, a servizio dei “ padroni” sindacalisti della “rifondazione comunista”! Mazzerelli è da venti anni che si batte per denunciare questo imbroglio e proporne i rimedi.  Fra i fondatori del COMITATO DI COLLEGAMENTO DEI CATTOLICI, che ha come Presidente Giuseppe Rotunno, sostiene a spada tratta che la povertà del Terzo Mondo non si affronta dilapidandone le migliori energie,

 costituite da giovani intraprendenti,  indotti a sfuggire ai problemi del proprio Paese dalle sedi della CGIL impiantate nei paesi di emigrazione !!! La risposta che è stata illustrata, in un Palazzo Apostolico alla presenza di Mons. Karel Kasteel il 14 dicembre 2007, SONO I  DICIASETTEMILA MICROPROGETTI , PORTATI A TERMINE DAL “COMITATO”, CHI SI SONO DIMOSTRATI CAPACI DI FERMARE L’ESODO DI MILIONI DI PERSONE, SALVANDO IL TERRITORIO DAL DEGRADO, DALLA FAME E DALLA GUERRA.

 

 

CHE VUOL DIRE ESSERE AUTONOMISTI ?

 

 

  Vogliamo concludere questa carrellata delle idee fondamentali che costituiscono la storia del

MAT, riproponendo l’introduzione alla prima edizione di “Né schiavi di Roma, né servi di Milano” del 1995.

 

  “L’Autonomia dei popoli, che costituiscono il mosaico etnico europeo e mondiale, è l’unica risposta possibile ai malgoverni, alle sopraffazioni e al razzismo. Chi disprezza le autonomie, chi esalta la società multirazziale – annientatrice delle identità etniche e della storia – compie un atto criminale contro il futuro e contro il passato. La crescita dell’uomo, al di là del colore della pelle, si risolve nell’ambiente dove è nato. La solidarietà fra popoli diversi è la sfida del futuro.

  L’Autonomismo,  rispettoso della dignità di ogni uomo,ha sempre proclamato che l’Africa è degli africani, come l’Europa degli europei e, in piccolo, la Toscana dei toscani, l’Estonia degli estoni, l’Irlanda degli irlandesi, la Catalogna dei catalani, la Corsica dei corsi e via dicendo. L’Autonomismo nella regione geografica italiana, non può essere confuso con l’imbroglio di Bossi, che ha imbastardito la domanda di liberazione dei popoli prostituendola all’arroganza economica dell’imprenditoria lombarda.

  L’Autonomismo è confederalismo, è aiuto vicendevole e gratuito fra popoli diversi, non è animato da spirito di sopraffazione, non costruisce Repubbliche del Nord contro Repubbliche del Sud, ma delega ad ogni popolo la gestione del proprio destino. E’ con questo spirito che nel marzo 1993 mi sono recato a Civitella del Tronto, una piazzaforte del Regno delle Due Sicilie,  fra le cui mura fu scritta una grande pagina di gloria e di fedeltà all’Indipendenza del popolo meridionale. Ho voluto rendere omaggio ai patrioti – contadini e proletari – che per ultimi , mentre la piazzaforte di Gaeta era già caduta, resistettero all’aggressore piemontese sino all’attimo della fucilazione, inneggiando, anche in quel supremo momento, alla loro Patria e al loro Re.

  Qualche decennio prima, in Toscana, i contadini ed i braccianti della Val di Chiana insorsero contro l’invasore francese e con la solidarietà di tutto il popolo li scacciarono liberando, con pochi fucili e molti forconi, tutto il territorio della Patria, ma di queste gesta è inutile cercare traccia sui libri di scuola. La “storia” è stata scritta dagli scribacchini di chi ha vinto, così come i giornali di oggi sono riempiti di “storie” a pagamento.

  Questa mia testimonianza vuol essere un atto di omaggio alla vera storia dei miei patrioti e della mia gente, affinché qualcuno, prima che sia troppo tardi, finalmente si svegli.

 

 

                                                                                                         il promotore

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

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Salvi Sergio – Nascita della Toscana – Storia e storie della marca di Tuscia -  Edizioni Le Lettere, Firenze 2001.

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Zwirner  Mario – La liga dei veneti- Intervista a Fabrizio Comencini – Edizioni Telenuovo, Verona  1999.  

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 
 

                                                                        Alessandro Mazzerelli

                                                                          (Amico personale del Profeta di Barbiana)