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IL
CONVEGNO MILANIANO DI SINALUNGA (Siena)
HA OTTENUTO UN GRANDE SUCCESSO (Commento sintetico) |
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Nel paese nativo della Rosy Bindi, la capessa del cattocomunismo italiano, che da sempre ha strumentalizzato il Profeta di Barbiana, si è tenuto, sabato 18 ottobre, un Convegno Milaniano promosso da “Opera Nuova” di Foiano, in collaborazione con il Comitato Nazionale pro-Don Lorenzo Milani. L’evento ha riscosso un grande successo. I lavori si sono aperti alle ore 16,45, con l’introduzione della Presidente dell’Associazione Culturale “Opera Nuova” Michela Goretti. Che, con grande rigore, ha percorso le tappe politiche della testimonianza che accomuna, per intransigenza etica, il Profeta di Barbiana al suo, allora giovane amico, Alessandro Mazzerelli.
Mauro Favilla,
Sindaco di Lucca, ha evidenziato che tutta la testimonianza
milaniana si contrappone alla chiesa del “compromesso” e al venir
meno dei valori cattolicamente eterni. (Si ricorda che il Sindaco di
Lucca, è il primo esponente politico del mondo cattolico che ha
applicato uno dei punti del Decalogo Solidale o di Barbiana, quello
sulla retribuzione dovuta per le cariche pubbliche, rinunciando
volontariamente all’indennità di Sindaco, che ha deciso di devolvere
in beneficenza) Maurizio
Dinelli, Consigliere Regionale e Presidente della Commissione speciale
sui rapporti con L’Unione Europea
e sulle attività internazionali della Regione, ha
dato ampia e circostanziata testimonianza sulla fede milaniana del Mazzerelli
con una acuta
riflessione : “ A
Lucca – ha affermato – lo abbiamo visto girare di “corte”
in “corte” , distribuendo un volantino che si era pagato,
con l’intento di far conoscere il suo messaggio, anche se il risultato
elettorale, visto che si muoveva “fuori
casa” e senza mezzi, non poteva – e lui certamente lo sapeva – che
tradursi in una apparente sconfitta” Franco
Banchi, Presidente Associazione Culturale “Area Bianca”. Dall’insieme
delle Profezie che compaiono, in particolare, sull’ultimo libro
di Mazzerelli : “Ho seguito Don Lorenzo Milani, Profeta della
Terza Via”, appare evidente che Don Milani voleva costruire
la casa politica dei cattolici, sulla roccia della coerenza fra Fede ed
esercizio del potere. A suo dire, Mazzerelli ha ben portato la croce della fedeltà e della
testimonianza al vero Don Milani, in anni ben più difficili degli attuali. Ricorda, infine, che
Don Milani richiama
tutti i cattolici alla loro responsabilità verso il “bene comune”
di cui il Decalogo Solidale o di Barbiana è la chiave di volta. Mario
Bernardi Guardi, Giornalista e saggista, afferma che
per Don Milani “I care” è un solenne – “me ne frego” –
verso l’ipocrisia ecclesiale, gli intellettuali di grido, il mondo de
“L’Espresso” in cui non si è mai riconosciuto e i richiami
dell’ambiente demo “cristiano” … Don Milani è per
l’opportunità di crescere, una crescita che vuol donare con le
cinquemila parole da insegnare ai bambini dei mezzadri
ed è al contempo un dichiarato nemico di ogni opportunismo.
Il Professore conclude illustrando, al dettaglio e con rigore
scientifico, la figura del Profeta. Stefania
Fuscagni, Consigliera Regionale della Toscana e responsabile della
Consulta Cattolica di Forza Italia, ricorda
di essere stata a Barbiana e di poter testimoniare come Don Milani
trattava a pesci in faccia gli intellettuali, sottoposti ad una
sorta di verifica socio-politica da parte del Priore e dei
“ragazzi”. Molto intuitiva e storicamente corretta, l’affermazione
conclusiva che la Scuola di Barbiana è la risposta di Don Milani
all’analfabetismo del suo tempo. Rossella
Angiolini, Consigliera Regionale della Toscana, componente la Quarta
Commissione per la Sanità
e Vicepresidente della Commissione speciale per il lavoro. Ricorda
la conoscenza fatta con il Mazzerelli nel corso dell’ultima
campagna elettorale per la elezione del sindaco di Arezzo. Denuncia
la persistente egemonia culturale della sinistra. Sostiene –
giustamente – che a causa di questa sessantennale egemonia si è
potuto strumentalizzare e tradire Don Milani. Conclude, affermando che
il sociale può e deve essere anche di destra. Manrico
Casini Welcha , Curatore letterario del Centro Formazione e Ricerca
“Don Lorenzo Milani”
e Scuola di Barbiana , illustra
i fini e gli scopi dell’Istituzione. Evidenzia che il Centro è
aperto ai contributi di tutti i milaniani che agiscono e pensano in
buona fede. Ricorda che la maggioranza dei “ragazzi” di Barbiana –
anche di quelli che aderirono alla “Forza del Popolo”, ultimo atto
politico , come afferma Mazzerelli, del Profeta, si riconoscono nel
Centro. Ricorda,
concludendo, le ragioni delle tessere onorarie , che, come quella
conferita a Mazzerelli, garantiscono il rigore e l’indipendenza dei
veri amici del Profeta. Nanni (Giovanni) Banchi, Presidente del Centro Formazione e Ricerca “Don Lorenzo Milani”e
Scuola di Barbiana, ricorda,
con commossi accenni, il suo ruolo di “professore” falegname
nella singolare Scuola Barbianese. Fa presente che all’ingresso
della Scuola vi era un curioso cartello, su cui stava scritto : “
Qui si viene per due cose, per insegnare e per imparare o altrimenti ci
si leva dai coglioni…” Adolfo
Morganti , Presidente della Cooperativa editrice “Il
Cerchio-Iniziative Editoriali di Rimini, esalta
come sammarinese, la genialissima profezia
milaniana dei ventimila sanmarini , necessari perché nel mondo sia
disarticolato l’imperialismo, difesi l’ambiente , le culture , le
fedi religiose e salvata la
pace, trasformando le
guerra in “ guerricciole”. Collega Barbiana al cattolicesimo
identitario, nel cui contesto non può essere dimenticata, in Val di
Chiana, l’eroica impresa dei patrioti toscani, che si batterono contro
l’invasore francese sotto le gloriose insegne del VIVA MARIA. Alessandro
Mazzerelli, Amico di don Milani e autore dei libri Il
Riscatto ed. Dehoniane, Roma 1980; Il Profeta tradito ed. Liberal, Roma 2005; Ho seguito
Don Lorenzo Milani, Profeta della Terza Via ed. Il Cerchio, Rimini
2007, concludendo i lavori,
riassume la storia dei suoi rapporti con il Profeta , ricordando le
possibili ragioni per le quali Don Milani lo invitò a recarsi a
Barbiana e manifesta due clamorose novità. La prima è il comune
pensare, tra Don Milani e Solzhenitsyn , sia sulla questione etica, cioè
su come trasformare la politica da cinico esercizio del potere, a
Servizio per il bene comune. Sia in
riferimento alla profezia milaniana sui “ventimila sanmarini”,
cioè sulla difesa e la protezione di tutte le identità, che
Solzhenitsyn riprende con singolare similitudine. Clamorosa poi, la
recentissima notizia che Don Giussani abbia votato, negli anni ottanta,
per la Lega Nord. Lo ha fatto dopo il Convegno di Pozzo della Chiana e
dopo l’incontro di via Martinengo a Milano, nel corso del quale
Mazzerelli manifestò al grande sacerdote le Profezie di Barbiana. Come
è noto la Lega Nord è
tutt’altro che un movimento autonomista, ma in mancanza di meglio… Il
Comitato Nazionale Pro-Don Lorenzo Milani, ringrazia sentitamente gli
organizzatori del Convegno, in particolare la Presidente di “Opera
Nuova” MICHELA GORETTI e il portavoce GIANLUCA
MENCUCCI. Mazzerelli
ci ha chiesto di ringraziare i suoi compaesani
Luigi (Gigi) MONNANNI , che per primo si è ricordato di lui e
l’immancabile bravissimo fotografo Antonio VALDAMBRINI. |
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Per il Comitato Nazionale pro-Don Lorenzo Milani Elisabetta Sgherlino
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