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IL MOVIMENTO AUTONOMISTA TOSCANO E’ MAGGIORENNE. Anche se abbiamo 18 anni e abbiamo detto mille volte chi siamo, non è mai tempo perso ripetere la nostra storia . Sia perché per molti sarà la prima volta che ne vengono a conoscenza , sia perché è effettivamente straordinaria e curiosa, anzi profetica.
Infatti è il
Profeta di Barbiana Don
Lorenzo Milani all’origine
del MAT, è Lui che – nella
notte di tempesta della sua
breve esistenza – tra le profezie che disse, pronunciò anche
questa: “Gli imperialismi ? Ci vorrebbero ventimila San Marini per eliminarli. Il mondo cambierebbe radicalmente in meglio, sarebbero protette le culture e le identità. Sostanzialmente sarebbe protetta anche la pace , perché le guerre diverrebbero guerricciole.” Che vuol dire ? Innanzitutto perché cita la Repubblica di S. Marino ? Non dimentichiamoci che Don Milani era un prete fedelissimo e quindi non poteva essere indifferente verso un piccolo Paese, che già nella denominazione si dichiara fondato da un Santo della sua Chiesa. Ma al di là di questa precisazione è del tutto evidente che S. Marino è un simbolo, il Profeta non esalta né il suo governo, né le sue innumerevoli botteghe di chincaglieria, ma il principio della microsovranità. Peraltro la Chiesa, verso le microsovranità è sempre stata attentissima. Se ancora oggi l’America del Sud vede in alcuni Paesi una preponderanza di popolazione indigena , a differenza dei Paesi del Nord America a conduzione protestante , lo si deve ai Gesuiti, ai Francescani, ai Domenicani che difendevano e proteggevano le comunità indigene , concedendogli un’ampia autonomia territoriale, culturale e normativa. Fatta questa premessa il terremoto che l’appello profetico produce nei confronti di ogni imperialismo – statunitense, russo, cinese, indiano ecc – è di tutta evidenza. Anche i pigmei , popolo a cui non è riconosciuto nessun diritto, per Don Milani divengono sovrani e liberi di girare seminudi , di abitare nelle capanne e di svolgere qualsiasi attività che per noi, nevrotici del cellulare, possono sembrare “incivili”, ma che certamente lo sono di meno del “nostro” sfruttamento della prostituzione e del turismo sessuale…. Sempre riguardo alla Profezia Autonomista , va precisato che ne segue una che sarebbe bene che noi non se ne vedesse l’attuazione, al termine della quale, la ridotta umanità o imboccherà la via del “neocorporativismo cristiano”, di cui fondamentale è il confederalismo mondiale, o la definitiva barbarie. Non ci addentriamo su questo argomento, anche perché sarà oggetto di studio in una prossima pubblicazione di cui daremo ampia informazione. Qui torniamo subito ed in estrema sintesi, alla nostra storia. Memore della Profezia e dell’innegabile diritto storico all’Autonomia della Toscana , per le stesse ragioni, se non di più, per le quali è autonoma la Baviera in Germania e la Catalogna in Spagna, nel 1978 venne pubblicato il “Manifesto della Questione Toscana”, pietra fondamentale al sorgere del Movimento Autonomista Toscano. In quel periodo veniamo a conoscenza che un deputato di origine maremmana eletto nelle liste dell’ Union Valdotaine , Bruno Salvadori, vuole promuovere l’Autonomismo al di fuori dei ristretti limiti etno- linguistici di confine .(1) Lo cerchiamo, ci si vede e ci si trova subito d’accordo. Si intuisce subito, che occorreva costituire un “contenitore politico” che proteggesse i singoli Movimenti Autonomisti, di cui quello toscano, che si sarebbe trovato ad operare in opposizione ad una sinistra arrogante, clientelare e antitoscana , sarebbe stato certamente fra i più deboli. L’anno dopo l’accordo viene formalmente siglato e si compone di tre punti fondamentali. 1) Sovranità di scelta e di gestione dei singoli Movimenti Autonomisti, che si federano al solo scopo di poter affrontare le elezioni “nazionali” della regione geografica italiana. 2) Pari dignità politica dei Movimenti Autonomisti federati, al di là dei singoli risultati elettorali conseguiti da ciascun Movimento. 3) Le cariche del “contenitore politico” – la Lega(?). – dovevano essere nominate con criteri svizzeri.
Restava inteso che i Movimenti Autonomisti dovevano costituirsi per fondate ragioni etniche, culturali e storiche e quindi per la “regione geografica italiana” erano più che sufficienti otto o al massimo nove stati regionali. (2)
Dall’accordo balza evidente la manifesta volontà di rispettare la sovranità e l’indipendenza politica dei Movimenti Autonomisti minori. In quel momento Bruno Salvadori conosce casualmente Umberto Bossi , il quale , pur avendone tradito le idee, definirà il Salvadori suo “maestro”. Il “maestro”, per disgrazia dell’Autonomismo e fortuna di Bossi, muore quasi subito a seguito di un incidente stradale… Umberto ne approfitta, trasformando un effimero movimento autonomista dei Laghi Prealpini l’UNOPLA (Unione Nord Occidentale dei Laghi Prealpini) in un Movimento Autonomista Lombardo, che si trasforma rapidamente in Lega Autonomista Lombarda e quindi in Lega Nord. In questi passaggi capovolge, sino a liquidarli totalmente , i tre caposaldi dell’Autonomismo sino a giungere all’attuale obbrobrio. Si afferma che Bossi, prima di ammalarsi, sia stato un grande “animale politico”. Ora, che sia strato un “animale”, anche nei confronti degli stretti famigliari, a cominciare dalla sorella che abbiamo personalmente conosciuto , non abbiamo alcun dubbio. Ma che sia stato un fine politico ne dubitiamo fortemente. Umberto, quando era in forma, si è sempre disinteressato dell’Autonomismo e dei suoi principi. Ha cavalcato la protesta contro le tasse e la guerra ai “terroni”, che occupano quasi tutti i posti di una ormai insostenibile burocrazia, cogliendo, almeno all’inizio, i consensi dei piccoli imprenditori del Nord. E’ per questa ragione che trova facilmente voce in tante piccole ma efficaci televisioni locali, organi di stampa minori, ma localmente ben distribuiti e piccole emittenti radiofoniche, il tutto, quasi sempre, in Lombardia. Ed è da questa occasionale posizione di “forza”, che impone ai padani non lombardi e agli extrapadani di annullarsi nella Lega Nord. Si tratta del primo grossolano errore dell’animale politico. Nel tradire i principi di fondo di una seria federazione fra Autonomisti non vede – o non può vedere - l’organizzazione comunista dell’invasione extracomunitaria , sino al punto che mentre il neonato MAT sin del 1989 lancia per primo in Italia - se non in Europa – l’allarme per il cinico calcolo politico dei parassiti già a servizio di Mosca, continua incessantemente a combattere i “terroni” coprendo ogni sanatoria e sino a sostenere direttamente un governo di sinistra , che per l’Autonomia è come tagliarsi i c….La ragione è semplice , i suoi clienti di sempre, quelli che non vogliono pagare le tasse, vogliono anche abbassare il costo del lavoro e quindi gli servono gli extracomunitari in nero. E l’identità padana ? Dov’è ? Che fine ha fatto ? Il grande, grandissimo “animale politico” non si è mai accorto che l’acqua del “sacro” Po arriva alla foce sempre più inquinata. Ecco perché, a questo punto, solo il MAT tiene alta per tutti la bandiera del vero Autonomismo. NOTE: (1) Sono Movimenti Autonomisti di confine l’Union Valdotaine , i partiti Sud Tirolesi, il Movimento Sloveno, il MAO (Movimento Autonomista Occitano). A ciò vanno aggiunti i Movimenti Autonomisti isolani come il Partito Sardo d’Azione e i movimenti dell’indipendentismo siciliano. (2) Si noti che l’accordo con Bruno Salvadori non prevedeva la Padania, ma la costituzione di otto o nove stati regionali che avrebbero sostituito le attuali assurde 21 regioni, perchè l’autonomismo non può costituire un incremento di spese inutili, ma, all’opposto, la loro scomparsa. |