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La "Santità" di La Pira Lettera in versione integrale, poi pubblicata "in stralcio" su Il Giornale della Toscana in data 29/1/2005 (pag.3 coll1/5)
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d'Armi di Palazzo Vecchio è stata organizzata una Mostra, con filmati,
libri e riproduzione commentata di documenti, in occasione del
centenario della nascita di Giorgio La Pira. Sul personaggio, volendo
soffermarsi ai fatti che lo riguardano,anche alla luce dell'appello
rivolto da "La Nazione" ai suoi lettori, affinché, chi sa,
faccia conoscere fatti, circostanze ed opinioni, mi permetto di
esprimere quanto segue, con la premessa, che mi sembra di fondamentale
importanza, di averlo personalmente conosciuto. Per quanto riguarda la Mostra, mi ha dato profondamente fastidio, l'evidente e ricercata "santità" del personaggio, anche ove questa non appare affatto, mi spiego... LA PIRA GIURA DI DIFENDERE IL REGIME FASCISTA La Pira, come docente universitario, sottoscrisse- SENZA SUBIRE ALCUNA INTIMIDAZIONE- il giuramento di fedeltà al regime fascista. Come è noto 18 docenti universitari si rifiutarono di sottoscrivere l'atto e persero, con varie motivazioni, il posto. La Pira, in effetti, non doveva essere molto convinto del passo fatto, se in modo francamente subdolo, cominciò ad operare contro il fascismo. Ma allora perché firmò? Perché non dichiarò pubblicamente il suo successivo dissenso? |
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A Sua Eminenza il
Cardinale Arcivescovo di Firenze
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Eminenza, a me sembra che un Santo, per essere tale, così mi insegnavano da bambino le maestre della dottrina cristiana, deve essere di esempio agli altri per spirito di sacrificio e coerenza, quest’ultima se necessario, spinta sino al martirio. Nel caso di Giorgio La Pira ci vedo: opportunismo, vanagloria-evidentemente ci teneva molto al prestigio personale di fare il professore-malafede, e, per la carità dovuta ad uno Scomparso, fermiamoci qui… GLI ESAMI UNIVERSITARI “LAPIRIANI” Tutti gli studenti di Giurisprudenza mettevano in programma l’esame di “Istituzioni di Diritto Romano”. Perché? Perché si passava tranquilli, anzi tranquillissimi. Lo sostenni anche io. “Studiai” sul “Bignamino” e me la cavai con una domanda. Ma vi erano anche studenti che non leggevano nemmeno il “Bignamino”. Stavano in gruppo intorno al tavolo degli esami. Urli, battute, risposte “collettive” e buona notte…. Domanda: Dov’è il senso del dovere e il rigore della santità? COERENZA O OPPORTUNITA’? Sin dal 1970 ho la fissazione di scrivere in una agendina, che poi trascrivo “al pulito” in una agenda più spaziosa, i fatti più rilevanti che mi sono capitati nella giornata. In genere si tratta di poche righe, ma quando la cosa sembra assumere una certa importanza, il fatto, pur descritto sempre in sintesi, appare più circostanziato. Debbo dirLe, Eminenza, che queste “verità” mi sono servite molto, senza di loro mi sarei trovato a subire “episodi” tutt’altro che piacevoli…Sicché ringrazio la Divina Providenza per avermi “donato”questa opportuna fissazione. Purtroppo, nel caso della presunta “santità” di La Pira, l’agenda non gli fa un buon servizio. In data 22 dicembre1972 si legge: “Vado ad osservare la manifestazione che i comunisti hanno organizzato, durante la notte, pro Vietnam del Nord. Sono presenti circa 3500 persone. Incontro Boccacelli, insieme giriamo un po’ sino a quando in Piazza del Duomo si incontra La Pira. Lo sconsigliamo. Vuole andare a portare il saluto alla manifestazione. Lo sconsigliamo. Fra l’altro, gli ricordo che è notizia di pochi giorni fa la decisione del comunista Fidel Castro di abolire il Natale e l’Epifania. A questo punto La Pira dichiara che non è possibile essere cattolici e al tempo stesso marxisti. Insieme al Boccacelli lo accompagno a casa, cioè al Convento di San Marco”.
Chi era Boccacelli, di nome Umberto? Era un cattolico che con me farà la battaglia nel 1974 contro il divorzio. Fu lui che mi accompagnò a tenere il Comizio del 6 aprile in Piazza Baracca a Sestri Ponente (Genova) in cui, alla fine, rimasi sul palco da solo, oggetto di una vera e propria aggressione di Lotta Continua che onorò la mia fede lanciandomi una selva di sputi, monetine, uova marce, verdura mista e offese irripetibili. Mentre la polizia, anziché caricare gli aggressori, che impedivano con la forza un comizio del Comitato di Gabrio Lombardi formalmente autorizzato, portarono via a forza soltanto chi scrive…Altro che regime demo “cristiano” !!! Ma torniamo a La Pira. I fatti sono chiari. Se noi, per caso, non lo intercettavamo, andava diritto al comizio dei comunisti e delle trovate di Fidel Castro se ne fregava o faceva finta di non averle sentite. Domanda: Siamo di fronte ad un “Santo” o, a voler esser buoni, ma proprio buoni, a un buon opportunista? Insomma è vero che La Pira è stato un buon uomo, ma da “buon uomo” a Beato e a Santo la strada è tutta in vertiginosa salita e proprio osservando attentamente la Mostra non mi sembra che l’abbia mai percorsa. Ricordo, infine, che la Divina provvidenza, oltre alla citata “fissazione”, mi ha fatto il dono di conoscere ed essere amico di Don Lorenzo Milani. (Spero,fra poco, a Dio piacendo, di pubblicare notizie su di Lui.) Dico subito che il Priore di Barbiana, tradito e strumentalizzato, fu davvero un Santo e un Profeta. Mai, specie negli ultimi mesi della sua vita, fu in contraddizione con il suo stato di prete cattolico, maestro e testimone del suo tempo, anche se la sua strada, anzi il suo viottolo, era tutto in vertiginosa salita. Ecco il Santo e il Profeta! Alessandro Mazzerelli
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